Giorno 2 – Laudato si’, mi’ Signore, per sora Luna e le stelle

La Bellezza che umilia

Laudato si’, mi’ Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Meditazione

Ci sono luci che non feriscono gli occhi,
che non abbagliano né dominano,
ma accarezzano l’anima come carezze notturne.

Francesco guarda la Luna e le stelle,
e non le chiama cose, né elementi, né astri.
Le chiama sorelle.
Non da poeta romantico, ma da uomo riconciliato,
che ha imparato a vedere in ogni realtà una relazione sacra.

La Luna e le stelle sono “clare, preziose e belle”.
Non servono a qualcosa: sono.
Non devono produrre, non devono dominare, non devono cambiare il mondo.
Esistono per splendere nella notte,
per rivelare un Dio che si nasconde nel silenzio luminoso.

Francesco le contempla e si fa piccolo,
si lascia attraversare da una bellezza che non pretende, ma disarma.
Perché il vero bello non possiede,
ma invita a inginocchiarsi.

In un tempo in cui tutto dev’essere utile,
in cui la notte fa paura,
Francesco ci insegna a riposare sotto le stelle
come sotto un manto di misericordia.
A guardare la Luna non come una sfera muta,
ma come una presenza che custodisce,
che veglia, che ci ricorda che la luce può essere mite.

E ci interroga:
abbiamo ancora occhi per la bellezza che non serve a niente,
ma salva tutto?

Preghiera

Signore delle notti serene,
che hai posto la Luna a danzare con le maree
e le stelle a scrivere la musica dei cieli,
insegnami la bellezza che non si impone.
La bellezza che custodisce,
che consola senza dire,
che si lascia guardare come un mistero.

Liberami dalla pretesa di essere luce,
e rendimi trasparenza.
Liberami dal bisogno di brillare,
e insegnami a riflettere Te.

Fa’ che io sia come la Luna:
mutevole, ma fedele;
nascosta, ma presente;
ferita, ma ancora capace di illuminare.

O Francesco, fratello della notte e delle stelle,
insegnami la dolcezza dell’umiltà,
la gloria che non grida,
la bellezza che si fa sorella e non idolo.

E quando la mia notte sarà lunga,
fa’ che io possa ritrovare
tra le lacrime e i silenzi,
la dolce luce di Dio che sempre veglia.

Amen.

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