Un uomo, chiamato Matteo

Matteo è seduto al banco delle imposte.

Per la gente è un pubblicano. Uno che lavora per i Romani, uno da cui stare alla larga. Il suo mestiere basta a definirlo.

Gesù passa e il Vangelo dice una cosa bellissima: «Vide un uomo, chiamato Matteo».

Un uomo.

Prima del mestiere, prima della reputazione, prima degli errori.

Gesù non finge di non sapere chi ha davanti. Ma non riduce Matteo a ciò che ha fatto. Vede qualcosa che gli altri non riescono più a vedere.

Ed è da quello sguardo che comincia tutto.

Continua a leggere
Pubblicato in Generale, Testimoni della fede, Una Parola per oggi | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

L’eternità in un’ora

Quando impariamo di nuovo a vedere, anche le cose più piccole possono diventare una finestra sull’infinito.

«Vedere un mondo in un granello di sabbia
e un cielo in un fiore selvatico,
tenere l’infinito nel palmo della mano
e l’eternità in un’ora».

Sono tra i versi più celebri di William Blake. Quattro righe soltanto. E dentro, quasi un universo.

Un granello di sabbia. Un fiore selvatico. Il palmo di una mano. Un’ora. Niente di straordinario. Eppure Blake sembra dirci che proprio lì, nelle cose che potremmo attraversare senza nemmeno accorgercene, può nascondersi qualcosa di immenso.

Forse il problema non è che il mondo abbia smesso di essere meraviglioso. Forse siamo noi che abbiamo smesso di guardarlo.

Continua a leggere
Pubblicato in Generale, Pensieri per l'anima | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Il padrone che esce fino all’ultima ora

C’è un uomo che esce all’alba a cercare lavoratori per la sua vigna. Poi esce di nuovo alle nove, a mezzogiorno, alle tre. E infine alle cinque del pomeriggio, quando ormai resta ben poco della giornata.

È un padrone che non si stanca di uscire. Continua a cercare anche quando sembrerebbe non valerne più la pena. Non si rassegna all’idea che qualcuno rimanga in piazza senza lavoro.

Alla sera arriva il momento della paga. Tutti ricevono un denaro: quelli che hanno lavorato dalla mattina e quelli arrivati all’ultima ora.

I primi mormorano. Hanno lavorato tutto il giorno, hanno sopportato il peso e il caldo, e ricevono quanto chi ha lavorato un’ora soltanto.

A prima vista sembra ingiusto.

Ma il padrone non ha tolto nulla ai primi. Ha dato loro esattamente ciò che aveva promesso. Lo scandalo è un altro: ha deciso di essere generoso con gli ultimi.

Ed è proprio qui che la parabola comincia a metterci in difficoltà.

Continua a leggere
Pubblicato in Generale, Una Parola per oggi | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Il seme e il corpo

Paolo parla di un seme. Gesù parla di un seme.

Paolo usa questa immagine per rispondere a una domanda sulla risurrezione: «Come risorgono i morti? Con quale corpo verranno?». Gesù, invece, racconta di un seminatore e dei diversi terreni sui quali cade la sua semente.

Sono due immagini che non dicono esattamente la stessa cosa, ma si incontrano in un punto decisivo: ciò che Dio semina non è destinato alla sterilità. Nel corpo mortale è già custodita la promessa della risurrezione; nella Parola seminata è presente una forza di vita che chiede un cuore capace di accoglierla.

Continua a leggere
Pubblicato in Generale, Una Parola per oggi | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

La risurrezione è la nostra casa

Paolo scrive ai Corinzi con urgenza. Qualcuno, nella comunità, dice che i morti non risorgono. E lui risponde con una logica inesorabile: se i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto. E se Cristo non è risorto, la nostra fede è vuota.

Non è una questione secondaria. È il cuore di tutto.

Se Cristo non è risorto, la morte vince e tutto ciò in cui abbiamo sperato è un’illusione.

Ma Cristo è risorto.

E la risurrezione non è soltanto un evento del passato. È la nostra casa, la meta del nostro cammino, la promessa che la morte non avrà l’ultima parola su di noi.

Continua a leggere
Pubblicato in Generale, Una Parola per oggi | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Le stimmate di Francesco

Francesco è sul monte della Verna. È il settembre del 1224. Ha quarantadue anni, è stanco, malato, quasi cieco. Si è ritirato sul monte per pregare, digiunare e cercare Dio.

Chiede una grazia: poter sentire nel corpo e nell’anima il dolore che Gesù ha provato sulla croce e conoscere l’amore con cui ha sofferto.

E il Signore gli risponde.

Secondo i racconti, un serafino con sei ali appare a Francesco. Dopo quella visione, sul suo corpo compaiono le stimmate: i segni dei chiodi nelle mani e nei piedi e la ferita nel costato.

Francesco non le mostra volentieri. Le nasconde e le custodisce nel silenzio finché può. Ma non può nasconderle del tutto. Da quel momento porta nel corpo i segni di Gesù.

Continua a leggere
Pubblicato in Generale, Testimoni della fede, Una Parola per oggi | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

La via migliore

Paolo ha appena parlato dei carismi. I Corinzi ne sono affascinati: doni straordinari, lingue, profezie, conoscenza. Vogliono sapere quali siano i più grandi.

E Paolo dice: «Vi mostrerò una via migliore di tutte».

Poi scrive una delle pagine più alte del Nuovo Testamento: l’inno alla carità.

Non è un testo per sposi. Non è una poesia romantica. È una pagina che ci lascia intravedere il volto stesso di Dio. Perché «Dio è amore», e la carità di cui parla Paolo è l’amore con cui Dio ci ama, chiamato a diventare anche il nostro modo di amare.

Continua a leggere
Pubblicato in Generale, Una Parola per oggi | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

La lunga notte di Maria

C’è una notte nella vita di Maria che i Vangeli non raccontano.

È la notte dopo l’arresto di Gesù.

Sappiamo che Gesù viene preso nel Getsemani, condotto davanti ai suoi accusatori, interrogato, percosso, rinnegato da Pietro. Dei discepoli, quasi tutti sono fuggiti.

Di Maria, in quelle ore, il Vangelo non dice nulla.

Non sappiamo dove fosse. Non sappiamo chi le abbia portato la notizia. Non sappiamo come abbia attraversato quelle ore.

Ma il mattino seguente Maria c’è.

Giovanni la ritrova là dove il dolore è arrivato fino in fondo: «Stavano presso la croce di Gesù sua madre».

Maria è sotto la croce.

Continua a leggere
Pubblicato in Generale, Una Parola per oggi | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Guardare la croce e vivere

Il popolo d’Israele è nel deserto. È stanco, affamato, esasperato. E si lamenta contro Dio e contro Mosè. Arrivano serpenti brucianti e molti vengono morsi.

Il popolo comprende il proprio peccato e chiede a Mosè di pregare. Allora Dio ordina qualcosa di sorprendente: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita».

Mosè obbedisce. E chi guarda il serpente di bronzo vive.

È un segno singolare: proprio ciò che ricorda la ferita diventa, per la parola di Dio, occasione di guarigione.

Il popolo non è chiamato a comprendere tutto. È chiamato a fidarsi. A volgere lo sguardo verso il segno che Dio gli offre.

Continua a leggere
Pubblicato in Generale, Una Parola per oggi | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

La pianta che non voleva morire

Me l’avevano regalata a settembre, in un vaso di terracotta così piccolo che sembrava più un soprammobile che una casa per delle radici. Era un ibisco, mi dissero, ma quando la presi tra le mani sembrava già un addio. Foglie gialle, macchiate, che cadevano al minimo soffio. I rami, sottili come stecchini, puntavano in direzioni diverse con l’aria di chi ha smesso di cercare la luce.

La posizionai sul davanzale della cucina, quel posto dove il sole del pomeriggio indugiava più a lungo. Le diedi acqua con regolarità, parlottai con lei mentre lavavo i piatti. Ogni tanto mi sorprendevo a farlo e mi sentivo ridicola. Una donna adulta che parla con un rametto secco. Ma continuavo.

Le foglie continuavano a cadere.

Continua a leggere
Pubblicato in Generale, Ti racconto... | Contrassegnato , , , | Lascia un commento