
Matteo è seduto al banco delle imposte.
Per la gente è un pubblicano. Uno che lavora per i Romani, uno da cui stare alla larga. Il suo mestiere basta a definirlo.
Gesù passa e il Vangelo dice una cosa bellissima: «Vide un uomo, chiamato Matteo».
Un uomo.
Prima del mestiere, prima della reputazione, prima degli errori.
Gesù non finge di non sapere chi ha davanti. Ma non riduce Matteo a ciò che ha fatto. Vede qualcosa che gli altri non riescono più a vedere.
Ed è da quello sguardo che comincia tutto.
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