
Gesù ha appena liberato un uomo dal male. Ci si aspetterebbe gratitudine, stupore, magari persino un po’ di gioia. Invece qualcuno riesce a sospettare anche davanti al bene: «È per mezzo di Beelzebùl che scaccia i demòni».
È impressionante quanto possiamo diventare complicati. A volte il bene è davanti ai nostri occhi, ma se non entra negli schemi che abbiamo già costruito troviamo subito un motivo per dubitarne. Succede anche nelle nostre relazioni: un gesto viene interpretato, una parola sezionata, un’intenzione sospettata. E alla fine rischiamo di non riconoscere più ciò che è buono semplicemente perché arriva da dove non ce lo aspettavamo.
Continua a leggere








