
Un pranzo cominciato male
Il fariseo aveva fatto una cosa bella: aveva invitato Gesù a mangiare a casa sua. E Gesù aveva accettato, senza chiedere prima se il padrone di casa fosse d’accordo con lui, se avesse le idee giuste o se fosse abbastanza aperto da ascoltarlo.
Poi, però, appena Gesù si mette a tavola, succede qualcosa. Il fariseo si accorge che il suo ospite non ha compiuto le abluzioni rituali prima del pasto e rimane sorpreso.
Chissà che cosa si aspettava da quell’incontro. Forse desiderava conoscerlo meglio, fargli qualche domanda, ascoltare ciò che aveva da dire. Luca non ce lo racconta. Ci dice soltanto che, davanti a Gesù, quell’uomo si è fermato a osservare ciò che non aveva fatto.
È un particolare che fa pensare. Può capitare anche a noi di avere davanti una persona e di essere talmente occupati a valutare i suoi comportamenti da perderci tutto il resto. Basta una parola fuori posto, un’abitudine diversa dalla nostra, qualcosa che non corrisponde alle nostre aspettative, e quello diventa il filtro attraverso il quale giudichiamo tutto.
Il fariseo aveva aperto la porta di casa a Gesù. Aprirgli anche la propria mentalità, evidentemente, era un’altra faccenda.
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