Maggio

maggio

Maggio è il mese della gioia e dei fiori/ ogni pianta, ogni siepe si veste di foglie e colori. /Sembra non sappia dei nostri problemi la natura / par non s’accorga che la vita è sempre più dura. / Ogni anno, bene o male che sia, lei continua a fiorire come fosse poesia / e senza parlare tocca le emozioni profonde del cuore; / ci assicura che non siamo fatti per la morte e il dolore /non è l’inverno l’ultima stagione / della vita e dell’anno / che finisce la corsa con pene ed affanno; / è l’estate carica di frutti gustosi / che arrivano dopo la gioia di fiori radiosi. / Così senza troppa tristezza nel guardar questo mondo agitato / pensiamo ai doni che il ciel ci ha donato / capacità di fare del bene con azioni, parole e preghiera / porterà frutti di pace più vera. / E in questi giorni del mese più bello che abbiamo, / la Mamma del cielo ci prende per mano / e come ogni figlio vicino alla madre si sente al sicuro / ricorriamo a Lei in questo tempo così duro.

Suor Francesca Bordoni

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Le destinatarie del primo annuncio pasquale.

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Dal momento che tutti e quattro i Vangeli concordano nell’affermare che il primo annuncio della risurrezione è stato affidato alle pie donne, fermiamoci a conoscere più da vicino questa presenza femminile accanto a Gesù. Queste donne le abbiamo incontrate (omettendo il viaggio dalla Galilea fino a Gerusalemme) al Golgota: “E anche le donne che lo avevano seguito dalla Galilea stavano a guardare” (Lc.23,49). Esse erano presenti anche al momento della sepoltura: “…e osservavano il sepolcro e come veniva deposto il corpo di Gesù” (Lc.23,55). La loro è stata una presenza discreta, quasi in disparte. Ma è una presenza! Dei discepoli di Gesù nemmeno l’ombra, di loro era stato detto: “Tutti allora, abbandonandolo, fuggirono”. Per Luca, queste donne, sono vere discepole. Loro hanno portato avanti fino alla fine tutto ciò che Gesù aveva chiesto ad ogni discepolo. Facciamo attenzione ai verbi che ci presentano l’identikit di queste donne, in maniera di capire meglio perché sono le destinatarie dell’annuncio pasquale: loro “seguono” Gesù, “stanno” con lui da quando lo hanno incontrato in Galilea, “servono” come lui serve, “salgono” con lui sul monte Golgota. In poche parole Luca ha concentrato tutte le esigenze della sequela che sono sparse un po’ qua e un po’ la in tutto il suo Vangelo (come in quello di Marco). Quattro verbi profondamente di chiamata e di risposta: seguire, servire, stare, salire. Continua a leggere

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Imparare l’amore

Non ci sono rumori di fucile e cannone

mentre guardo e ascolto dal mio balcone.

Eppure in una diversa misura e situazione

tante piccole guerre vi sono in ogni abitazione.

Si discute su chi ha ragione e su chi ha la colpa

eppure è in tutti e in ciascuno in una volta.

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Cambiare il cuore

In questo tempo dove tutti si sentono smarriti

e anche i discorsi a lieto fine sembrano finiti

al cristiano viene chiesta ancora la preghiera,

la conversione e una fede più sincera.

Molti indagano su chi ha torto e chi ragione

ma al credente viene proposta una sola soluzione:

fare propria la Parola e l’esempio di Gesù

trasformando il male in bene e in virtù.

Ognuno in cuor ha una domanda

e spesso al ciel la raccomanda:

ho pregato per la fine di questa pandemia

non è cessata ed è giunta anche in casa mia.

Abbiamo chiesto

che non ci fossero la guerra e il male

e invece è scoppiata

e non si conosce ancora il finale.

Guardando poi il mio Signore

comprendo che a cambiar deve essere il mio cuore.

Dio si propone e si dona nella fedeltà

lasciandoci liberi di fare o no la sua volontà.

E’ nella sofferenza

che dell’uomo viene fuori la sua essenza;

lì si decide per l’anima vivente e immortale,

se vuol essere di Dio oppure restare nel suo male.

A questo serviran la preghiera e fare il bene:

a restar fedeli nonostante ci sian grandi pene.

Così non chiederò solo che cambi il mondo intero

ma che io sia più buono e più sincero.

La mia preghiera sarà come il virus

che passa da me a un altro uomo;

senza che me ne accorga andrà lontano

e porterà pace e perdono.

Suor Francesca Bordoni

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Camminare in novità di vita

Il tempo di Quaresima che abbiamo di fronte impone di fare una seria revisione della nostra vita di fede. E lo facciamo alla luce della Parola di Dio, da alcuni versetti della Lettera agli Efesini, in cui si parla dell’uomo vecchio. L’uomo vecchio aveva un comportamento incentrato sul peccato. Chi è in Cristo Gesù non dovrebbe più vivere così. Deve piuttosto vivere e camminare in novità di vita.

“Voi però non è così che avete conosciuto Cristo, se pure gli avete dato ascolto e siete stati ammaestrati in lui secondo la verità che è in Gesù per spogliarvi, per quanto riguarda la condotta di prima, dell’uomo vecchio che si corrompe per mezzo delle concupiscenze della seduzione, per essere rinnovati nello spirito della vostra mente” (Efesini 4,20-23).

io sono la via la verità e la vita

La vita di peccato è una vita in cui uno si autodistrugge, si corrompe, cammina nella via che porta alla perdizione eterna. La nostra concupiscenza è così, ci promette tante cose, attirandoci verso il peccato, dicendoci che non ci farà del male ma, piuttosto, del bene. Però tutto ciò è una amara menzogna. Il peccato non ci fa mai alcun vero bene, non può mai veramente soddisfarci, nonostante le sue grandi promesse. Prima che Cristo ci salvasse, tutti noi seguivamo la nostra propria concupiscenza ed essa ci portava verso la rovina eterna. Continua a leggere

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L’amore è la nostra speranza

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In questi giorni, in cui venti di guerra soffiano sempre più forti, sono intenta alla lettura della Lettera ai Romani, al capitolo 8. L’apostolo Paolo che scrive questo brano, riflette sul senso della vita; parlare del senso della vita significa anche parlare delle prove della vita, del senso della morte di Cristo per noi e della nostra morte. L’apostolo si domanda come mai i credenti possono essere vittima delle sofferenze e del dolore del mondo. Perché i credenti in Cristo non sono risparmiati da quella che a noi appare una forza aggressiva e violenta, dirompente, che provoca distruzione e morte nel mondo? Perché Dio permette che esista? Perché Dio non pone fine al male con la sola forza della sua onnipotenza? Perché ha permesso Auschwitz? Perché tante persone innocenti soffrono e muoiono a causa del male nel mondo? Continua a leggere

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Tardi ti ho amato

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Tardi ti ho amato, Bellezza tanto antica, e pure tanto nuova. Tardi ti ho amato. Sì, perché Tu eri dentro di me; io invece fuori e lì ti cercavo. Tu eri con me e io non ero con Te. Mi tenevano lontano da Te le cose da Te create, che sarebbero inesistenti, se non esistessero in Te. Mi hai chiamato, e la tua voce ha vinto la mia sordità. Mi sei apparso, e il tuo splendore ha dissipato la mia cecità. Hai diffuso la tua fragranza; io l’ho respirata e adesso anelo a Te. Ti ho gustato, e ora ho fame e sete di Te. Mi hai toccato, e si è acceso in me il desiderio della tua pace.  (S. Agostino)

Questo testo di sant’Agostino ha sempre affascinato non solo i cristiani, ma ogni uomo dal cuore buono e in ricerca. È una poetica invocazione verso la Bellezza di sempre; è il sussulto del cuore innamorato di Agostino verso il suo Signore Dio. “Tardi ti ho amato”: è  grido del cuore lacerato dal rimorso per gli anni di gioventù trascorsi lontano da Dio. La bellezza delle creature ha ammaliato Agostino, ancora incapace di scorgervi un riflesso della divina Bellezza. Poi un grido, una luce, un profumo: è Dio che irrompe nella sua vita e lo conquista con il suo fascino. Ora non ha fame e sete che di Lui.   E’ tempo per ciascuno di noi di domandarci: Dove ti ho trovato, mio Dio, per poterti conoscere? Tu rispondi con chiarezza, ma non tutti comprendono. Tutti ti interrogano, senza sapere, nel loro continuo cercare, ma non sempre ascoltano Colui che cercano. Dimostra di cercarti veramente, con cuore limpido e leale, non chi pretende di udire da te ciò che vuole, ma chi vuole amare ciò che ascolterà da te, quando tu vorrai manifestarti e parlare.

Auguriamo a tutti voi di essere instancabili cercatori di Dio. Pace e bene!

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Con Maria contempliamo una scintilla di paradiso

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L’Assunzione di  Maria al cielo è un dogma di fede della Chiesa cattolica, secondo il quale Maria, madre di Gesù, al termine della sua vita terrena, andò in paradiso in anima e corpo. Questo culto si è sviluppato a partire dal V sec. d.C., diffondendosi e radicandosi nella devozione popolare. Il 1º novembre 1950, Papa Pio XII, avvalendosi dell’infallibilità papale, proclamò il dogma con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus con la seguente formula: «La Vergine Maria, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo». Queste parole volutamente non chiariscono se l’Assunzione di Maria sia stata preceduta o meno da sonno profondo o da morte naturale (Dormitio Virginis, espressione che in effetti può riferirsi sia ad un sonno che alla morte naturale): pertanto la Dormizione di Maria non è oggetto di dogma nella Chiesa cattolica.

conversione

Questa festa è anche la nostra festa, perché è una conferma della promessa di risurrezione che Gesù ci ha fatto. Prima la chiesa ha definito Maria Immacolata, cioè libera dal peccato, libera di fidarsi ciecamente del Signore, affinché possa essere anche libera di dire di “si” alla proposta che il Signore le fa di diventare madre di Gesù. Finita questa sua vita, la chiesa dichiara che viene assunta alla gloria di Dio in anima e corpo. Gesù è asceso al cielo, di sua iniziativa, quando a ritenuto opportuno farlo, ma già la sua risurrezione è un segno che ci può essere una speranza di vita dopo la morte. Infatti si dice che Gesù è la primizia, il primo di molti ad essere risorto, per ascendere al cielo. Ma il cielo dov’è? Più che un luogo è una nuova condizione, della quale sappiamo una cosa sola: consente di vedere Dio e di stare al suo cospetto, come Gesù che va a sedere alla destra del Padre. Per questo il dogma non dice che Maria viene assunta in cielo, ma alla gloria celeste. Ora Maria può vedere Dio, e può essere presente vicino a tutti noi, anche se siamo tanti e dispersi. E’ una condizione che facciamo fatica ad immaginare, ma grazie alla quale molti la sentono vicina e attenta quando la pregano. Dire che viene assunta in anima e corpo è un modo di dire che è sempre lei, come anche noi saremo sempre noi, quando il Signore ci chiamerà a se. Per questo ho detto all’inizio che è festa anche per noi; perché se Gesù è il primo risorto dai morti, Maria è la conferma che non è il primo e l’ultimo, ma che anche noi siamo chiamati a vivere in eterno con Dio, e ad intercedere per i nostri cari. Dio esiste e ci ama: il nostro futuro è con lui.

Maria, prega per noi, affinché possiamo prepararci bene a questo futuro, accogliendo la Parola di Dio e mettendola in pratica, e cercando di viverlo un po’ già oggi.

Buona festa.

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Adorazione Eucaristica: cuore a cuore con Dio.

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L’Adorazione Eucaristica è un tempo trascorso in preghiera davanti al Sacramento dell’Eucaristia esposto solennemente. E’ l’intrinseco rapporto tra l’uomo e Dio, della creatura intelligente con il suo Creatore. Gli uomini e gli angeli devono adorare Dio. In cielo, tutte le anime beate dei santi e i santi angeli adorano Dio. Ogni volta che adoriamo ci uniamo al cielo e portiamo il nostro piccolo cielo sulla terra. Continua a leggere

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24 giugno 2021: Festa di S. Giovanni Battista

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Brolio, comune di Castiglion Fiorentino. Una chiesa bianca sulla sommità di una collina toscana, circondata da frutteti e olivi, e nella valle distese di grano con qualche girasole qua e la; il cielo azzurro con poche nuvole che lente si allontanano sospinte dalla brezza leggera. Il cinguettio degli uccelli insieme al loro gaio svolazzare fa presagire la festa che si sta preparando. Proprio così. Qui da noi è festa perché questa parrocchia è  dedicata a S. Giovanni Battista.

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Le Sorelle Minori Francescane sono parte di questa comunità da 15 anni e, insieme al parroco, ne animano la vita pastorale e liturgica, che in occasione della festa del Santo patrono si vivacizza con varie iniziative. In particolare, sabato 26, con la chiusura dell’anno catechistico, la festa con i ragazzi della parrocchia è preceduta da un ultimo incontro per riflettere su alcuni temi. Quest’anno abbiamo provato a rispondere ad alcune domande: è possibile oggi essere testimoni di Gesù come il Battista? è ancora possibile preparare nel cuore dei fratelli l’incontro con Lui, facendo della propria vita un dono d’Amore e abbandonandosi fiduciosi alla volontà di Dio? Continua a leggere

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