La via migliore

Paolo ha appena parlato dei carismi. I Corinzi ne sono affascinati: doni straordinari, lingue, profezie, conoscenza. Vogliono sapere quali siano i più grandi.

E Paolo dice: «Vi mostrerò una via migliore di tutte».

Poi scrive una delle pagine più alte del Nuovo Testamento: l’inno alla carità.

Non è un testo per sposi. Non è una poesia romantica. È una pagina che ci lascia intravedere il volto stesso di Dio. Perché «Dio è amore», e la carità di cui parla Paolo è l’amore con cui Dio ci ama, chiamato a diventare anche il nostro modo di amare.

Senza la carità, non sono nulla

Paolo è radicale. Dice: se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come un bronzo che rimbomba.

Se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri, se avessi una fede da spostare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.

Se distribuissi tutti i miei beni ai poveri, se dessi il mio corpo per essere bruciato, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.

È una parola che smonta ogni illusione. Possiamo fare cose straordinarie, possiamo essere ammirati, possiamo perfino dare la vita. Ma senza amore, tutto è vuoto.

La carità non è una virtù accanto alle altre. È il cuore di tutto. È ciò che dà valore a ogni gesto.

Come ama Dio

Paolo descrive la carità con parole bellissime: è magnanima, benevola, non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.

È il ritratto dell’amore di Dio. Ma è anche il ritratto di chi ha incontrato Dio e si lascia trasformare da Lui.

Non è un amore sentimentale. È un amore concreto, paziente, capace di non tenere il conto del male ricevuto, capace di sperare anche quando tutto sembra perduto.

È l’amore che ha guidato Cornelio e Cipriano, i martiri che oggi ricordiamo. In un tempo in cui molti volevano chiudere per sempre la porta a chi aveva rinnegato la fede durante la persecuzione, essi difesero la possibilità del pentimento e della riconciliazione.

Amarono la Chiesa custodendone insieme la verità e la misericordia, l’unità e l’accoglienza.

Non sono morti per un’idea. Sono morti per amore.

La Sapienza e i bambini capricciosi

Nel Vangelo, Gesù descrive la sua generazione con un’immagine efficace: bambini seduti in piazza che giocano e non sono mai contenti.

«Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto».

È venuto Giovanni, austero, e dicono: «È indemoniato». È venuto Gesù, che mangia e beve, e dicono: «È un mangione e un beone».

Non c’è modo di accontentarli.

Perché il problema non è Dio, ma il loro cuore. Vogliono decidere loro come Dio debba presentarsi. Giovanni è troppo severo. Gesù è troppo libero. Qualunque cosa Dio faccia, hanno pronta un’obiezione.

Non vogliono ascoltare. Non vogliono lasciarsi cambiare. Trovano sempre una scusa per restare dove sono.

La carità di cui parla Paolo è l’unica via per uscire da questa logica. Perché chi ama non cerca continuamente un pretesto per respingere l’altro, non pretende che Dio corrisponda alle proprie attese, non si chiude davanti alla verità.

Si lascia raggiungere. Si lascia cambiare.

E solo un cuore così può riconoscere la Sapienza di Dio.

La carità che resta

Paolo conclude: «Ora rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma più grande di tutte è la carità».

Un giorno la fede raggiungerà il suo compimento, perché vedremo Dio faccia a faccia.

La speranza raggiungerà il suo compimento, perché ciò che attendiamo ci sarà finalmente donato.

Ma la carità resterà.

Perché Dio è amore, e l’eternità sarà entrare per sempre dentro questo amore.

È la via migliore.

Non è la più facile.

Ma è l’unica che non finisce.


Trasforma la Parola in preghiera

Pensa a ciò che fai per gli altri. Il tuo servizio, le tue attenzioni, le tue parole buone.

Sono animate dall’amore o dal bisogno di essere apprezzato?

Sono dono gratuito o attesa di contraccambio?

Chiedi al Signore di mettere nel tuo cuore la sua carità.

**Signore Gesù,
tu che sei l’amore che non avrà mai fine,
insegnami ad amare.

Non con l’amore che cerca il proprio interesse,
ma con l’amore che si dona.
Non con l’amore che tiene conto del male,
ma con l’amore che tutto scusa,
tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.

Liberami dall’ansia di fare cose grandi
se non sono animate dal tuo amore.

E quando il mio amore si stanca,
quando diventa esigente, geloso, orgoglioso,
torna a piegarlo, a purificarlo,
a farlo somigliare al tuo.

Perché la tua carità è la via migliore.

E chi ama rimane in te,
oggi e per sempre.

Amen.**

Questa voce è stata pubblicata in Generale, Una Parola per oggi e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.