Sabato 31 ottobre 2026 – XXX settimana del Tempo Ordinario
Prima lettura: Fil 1,18b-26
Salmo responsoriale: Sal 41
Vangelo: Lc 14,1.7-11

La geografia delle sedie
A un pranzo importante le sedie non sono mai soltanto sedie.
Quella accanto al padrone di casa vale più delle altre. Quella in fondo alla tavola, possibilmente vicino alla porta, è riservata a chi conta poco. E poi ci sono gli ospiti che fingono di non badare a queste cose, ma intanto hanno già studiato la disposizione dei posti meglio di un generale prima della battaglia.
Gesù osserva la scena e capisce tutto.
Gli invitati si affrettano a scegliere i posti d’onore. Nessuno vuole passare inosservato. A quanto pare, anche duemila anni fa si soffriva parecchio per la propria visibilità. Mancavano soltanto i social network.
L’umiltà non è una strategia
Gesù suggerisce di scegliere l’ultimo posto.
Attenzione, però. Non sta insegnando un trucchetto per fare bella figura. Sarebbe troppo facile: mi siedo in fondo, aspetto che qualcuno mi noti e, possibilmente davanti a tutti, mi inviti a salire.
Una bella soddisfazione per l’orgoglio, travestita da umiltà.
Ma l’umiltà autentica non aspetta applausi. Non tiene il conto delle rinunce e non presenta il conto a Dio.
L’umile sa chi è, conosce i propri limiti, riconosce i doni ricevuti e non sente continuamente il bisogno di dimostrare qualcosa.
Soprattutto, non considera gli altri degli ostacoli da superare per arrivare dove vuole.
Paolo, che aveva smesso di contare i posti
Nella prima lettura troviamo san Paolo alle prese con una scelta ben più seria della disposizione dei posti a tavola.
«Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno».
Vorrebbe raggiungere il Signore, ma sa che la sua presenza è ancora necessaria ai Filippesi. E allora desidera rimanere, per aiutarli a crescere nella fede.
È straordinaria questa libertà.
Paolo non si domanda quale soluzione sia più vantaggiosa per lui. Guarda alle persone che gli sono state affidate.
Ha trovato il proprio posto proprio quando ha smesso di preoccuparsene.
Noi, invece, qualche volta consumiamo energie incredibili per difendere una posizione, ottenere un riconoscimento, farci dare ragione. E magari, nel frattempo, perdiamo di vista chi ci sta accanto.
Quelli che domani metteremo sugli altari
Domani celebreremo Tutti i Santi.
Li invocheremo, porteremo i loro nomi nelle nostre preghiere, guarderemo con devozione le loro immagini.
Eppure, a pensarci bene, molti di loro, se fossero entrati nella nostra sala da pranzo quando erano ancora in vita, li avremmo probabilmente fatti sedere vicino alla porta.
Troppo poveri, troppo semplici, troppo insignificanti per meritare attenzione.
Qualcuno lo avremmo giudicato un ingenuo. Qualcun altro un fallito. Altri ancora non li avremmo neppure notati.
Dio, invece, li ha riconosciuti.
È questa la meravigliosa ironia del Vangelo: potremmo trascorrere una vita intera cercando un posto accanto alle persone importanti e scoprire, alla fine, che quelle veramente importanti le avevamo lasciate sedute in fondo alla sala.
Forse vale la pena pensarci, prima di entrare in chiesa domani.
Perché il Paradiso potrebbe riservarci parecchie sorprese.
E non tanto per il posto che ci verrà assegnato.
Quanto per le persone che troveremo sedute accanto a Dio.
Trasforma la Parola in preghiera
Signore Gesù, quanta fatica facciamo per sentirci importanti! A volte ci basta essere ignorati, non ricevere un ringraziamento o vedere qualcun altro preferito a noi per perdere la pace. Insegnaci quella libertà del cuore che non ha bisogno di stare sempre al centro. Liberaci dalla vanità, ma anche dalla falsa modestia, che qualche volta è soltanto orgoglio vestito meglio. Donaci occhi capaci di riconoscere la grandezza nascosta nelle persone semplici, in quelle che nessuno cerca e che raramente ricevono un posto d’onore. E quando saremo tentati di farci avanti a tutti i costi, ricordaci che Tu, pur essendo il Signore di ogni cosa, hai scelto di inginocchiarti davanti ai tuoi discepoli per lavare loro i piedi. Forse è proprio da quell’altezza che dobbiamo imparare a guardare il mondo. Amen.