Dio non ha bisogno di pubblicità

Martedì 27 ottobre 2026 – XXX settimana del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Luca (13,18-21)

1. Un granello? Tutto qui?

Gesù deve aver spiazzato parecchia gente quando ha paragonato il Regno di Dio a un granello di senape. Con tutte le immagini grandiose che poteva scegliere, proprio un semino quasi invisibile!

Del resto, a noi piacciono le cose che si notano. Anche quando facciamo del bene, un piccolo riconoscimento non ci dispiace. E se arriva un complimento, difficilmente lo rimandiamo al mittente.

Gesù, però, insiste su quel granello. Lo lascia crescere, diventare albero, offrire riparo agli uccelli. Senza inaugurazioni e senza tagli del nastro.

2. La tentazione di firmare il pane

Poi arriva il lievito. Una donna lo mescola nella farina e quello fa il suo lavoro, senza preoccuparsi di finire sulla prima pagina del giornale.

Immaginiamo per un momento che il lievito ragionasse come noi. Pretenderebbe almeno una targhetta sulla pagnotta: «Lievitazione gentilmente offerta dal sottoscritto».

Fa sorridere, ma quante volte ci comportiamo proprio così? Basta che qualcuno dimentichi di ringraziarci e tutto il bene che abbiamo fatto comincia improvvisamente a pesarci.

Il lievito, invece, non presenta il conto.

3. E intanto qualcosa cresce

Forse la parte più difficile del Vangelo di oggi è accettare che Dio lavori con tempi che non coincidono con i nostri. Seminiamo qualcosa di buono e il giorno dopo siamo già lì a controllare se è spuntato.

Con le persone facciamo anche peggio. Vorremmo che cambiassero subito, possibilmente nella direzione che abbiamo deciso noi.

Gesù ci mette davanti un seme e un po’ di lievito. Ci invita a fidarci di quello che abbiamo affidato alla terra e all’impasto, senza continuare a metterci le mani.

Perché a forza di scavare per controllare le radici, si finisce per rovinare anche quelle che stavano crescendo bene.

Trasforma la Parola in preghiera

Signore Gesù, Tu conosci la mia impazienza e quella voglia, neppure troppo nascosta, di vedere riconosciuto il bene che faccio. Insegnami a seminare senza tormentare la terra, a lavorare senza pretendere applausi e a rispettare i tempi degli altri. Quando mi viene voglia di controllare tutto, ricordami che il Regno è Tuo e che, per fortuna, non dipende soltanto da me. Amen.

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