
Due immagini, nella liturgia di oggi. La gloria di Dio che riempie il tempio. E l’umiltà di chi non cerca posti d’onore.
Ezechiele vede la gloria del Signore entrare nel tempio dalla porta che guarda a oriente. La terra risplende. Il profeta cade con la faccia a terra. La gloria riempie ogni spazio. E Dio dice: «Questo è il luogo del mio trono, dove io abiterò per sempre in mezzo ai figli d’Israele».
Nel Vangelo, Gesù denuncia gli scribi e i farisei, seduti sulla cattedra di Mosè, che dicono e non fanno. Allargano i filattèri, allungano le frange, cercano i primi posti. Vogliono essere ammirati. Vogliono essere chiamati rabbì.
E Gesù dice: «Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo».
Due immagini che sembrano lontane. Eppure dicono la stessa cosa: Dio abita dove trova spazio. La sua gloria non riempie i cuori pieni di sé, ma quelli che sanno fargli spazio.
Il tempio e il cuore
Il tempio di Ezechiele è una costruzione di pietra. Ma la promessa di Dio non si lascia rinchiudere tra quelle pietre. «Abiterò per sempre in mezzo ai figli d’Israele».
Dio vuole abitare in mezzo al suo popolo.
La sua presenza non rimane confinata in uno spazio sacro. Cerca uomini e donne che si lascino abitare, vite nelle quali poter porre la sua dimora.
Gesù lo ricorda nel Vangelo. Non è il posto d’onore che ci rende vicini a Dio. Non è il titolo. Non è l’ammirazione della gente.
È il servizio. È l’umiltà. È il farsi piccoli.
La gloria di Dio riempie il cuore di chi non cerca la propria gloria.
Il trono di Maria
Oggi la Chiesa celebra la Beata Vergine Maria Regina.
Sembra quasi un contrasto: il Vangelo parla di umiltà, e noi celebriamo una regina. Ma la regalità di Maria non assomiglia a quella del mondo.
Maria non ha mai cercato un trono. Non ha mai rivendicato un titolo. Non ha mai chiesto di essere servita.
Ha detto: «Ecco la serva del Signore».
Ed è proprio lì che comincia la sua grandezza.
Maria è Regina accanto al Figlio Re, ma la sua regalità ha la forma del servizio. La sua corona non è l’orgoglio. È la fedeltà. La sua grandezza non è il dominio. È il dono di sé.
È grande perché si è fatta piccola. È esaltata perché si è consegnata a Dio.
È la Regina che sta accanto al Re che si è fatto servo. È la Madre che sta accanto al Figlio che si è chinato a lavare i piedi ai suoi discepoli.
Il suo trono è un cuore completamente disponibile a Dio.
La gloria che abita la terra
Il salmo di oggi lo canta: «Amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. Verità germoglierà dalla terra e giustizia si affaccerà dal cielo».
La gloria di Dio non è una luce che ci abbaglia e poi ci lascia come prima. È una presenza che trasforma.
Dove entra la gloria di Dio, l’amore incontra la verità, la giustizia bacia la pace, la terra germoglia.
Ma questa gloria non trova spazio nei cuori occupati da se stessi. Entra là dove qualcuno rinuncia a essere il centro.
Non incorona i superbi.
Fa degli umili il suo trono.
È la logica di Maria. È la logica di Gesù. È la logica del Magnificat: «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili».
E forse è proprio questo il paradosso del Vangelo: quando smettiamo di costruirci un trono, Dio può finalmente abitare in noi.
Trasforma la Parola in preghiera
Pensa ai titoli a cui tieni. Non solo quelli scritti su un biglietto da visita. I titoli interiori: l’immagine che vuoi dare, il rispetto che pretendi, il posto che credi di meritare.
Chiedi a Maria la grazia di non cercare la tua gloria, ma di lasciare spazio alla gloria di Dio.
**Santa Maria, Regina umile,
tu che hai detto:
«Ecco la serva del Signore»,
insegnami a non cercare posti d’onore.
Liberami dal bisogno di essere ammirato,
dal desiderio di essere servito,
dalla pretesa di essere sempre riconosciuto.
Donami il tuo cuore di serva,
che ha fatto spazio a Dio
e per questo è diventato trono.
Fa’ che io non dica senza fare,
come gli scribi e i farisei.
Fa’ che le mie parole nascano dalla vita
e che la mia vita parli più delle mie parole.
E quando la gloria di Dio si avvicina,
donami la grazia di cadere con la faccia a terra,
non per paura,
ma per adorazione.
Perché tu sei la Regina
che ha scelto di servire,
la Madre che si è fatta piccola,
la donna che ha lasciato a Dio tutto lo spazio.
Insegnami che chi si umilia sarà esaltato,
chi serve sarà grande,
chi smette di essere il centro
può diventare dimora di Dio.
Amen.**