Dov’è il tuo tesoro?

Gesù non ci chiede il conto in banca.
Non gli interessa quanto possiedi.
Ti fa una domanda molto più scomoda, una di quelle che ti entrano dentro e non ti lasciano più in pace:
«Dov’è il tuo tesoro?»

E subito ti inchioda:
«Perché dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.»

Noi di solito la pensiamo al contrario. Ci illudiamo che sia il cuore a decidere. Prima amo una persona, un progetto, un sogno, e poi quello diventa importante per me.
Gesù ti dice: attento, funziona anche alla rovescia.
Quello che scegli di custodire, di rincorrere ogni giorno, di difendere con le unghie e con i denti – quello lì, alla fine, ti divora. Ti cattura il cuore. Diventa il tuo padrone.

Ecco perché mette in guardia. Non è un discorso contro i soldi o contro il lavoro. È un grido contro l’illusione. La grande illusione di credere che la tua sicurezza stia in cose che si sbriciolano tra le mani.

Perché la tarma mangia.
La ruggine divora.
I ladri portano via.

E non serve la Bibbia per saperlo. Lo vediamo tutti. Basta un referto medico, un crollo in borsa, un amore che finisce. Basta il tempo, che silenziosamente toglie tutto. Tutto ciò che appartiene a questo mondo, puoi perderlo in un soffio. E lo sai.

Allora Gesù ti invita a investire altrove: accumula tesori in cielo.
E qui scatta la domanda: belle parole, ma in pratica?

In pratica vuol dire giocarti la vita su ciò che non marcisce.
L’amore dato sul serio.
La carità che ti costa.
Il perdono che ti spacca l’orgoglio.
La fedeltà quando nessuno ti vede.
La relazione con Dio, coltivata anche quando non senti niente.
Queste cose il tempo non le distrugge. La morte non ci mette le mani. Sono le uniche che porterai con te.

Poi Gesù aggiunge una frase che sembra un cambio di discorso improvviso, ma non lo è affatto:
«La lampada del corpo è l’occhio.»

Sta parlando dello sguardo. Di come guardi la realtà. Di come ti poni davanti alle cose.
Se il tuo occhio è semplice, limpido, se vive di essenziale e si orienta a Dio, allora tutta la tua vita sarà illuminata. Vedrai chiaro. Saprai riconoscere ciò che conta.
Ma se il tuo sguardo è malato – roso dall’avidità, dall’invidia, dalla smania di possedere – allora non vedrai più niente. Anche quello che hai, lo percepirai male. Vivrai in un buio pesto, senza nemmeno rendertene conto.

Insomma, Gesù ti sta offrendo un esame di coscienza affilato come un bisturi. Te lo puoi fare stasera, in silenzio.

Cosa occupa la tua mente, dal mattino alla sera? A cosa pensi appena sveglio e prima di addormentarti?
Cosa ti terrorizza perdere?
Senza cosa, sinceramente, non riesci a immaginare la tua felicità?

Fermati. Risponditi. Perché da lì capirai tutto.

Il tesoro non è quello che hai in tasca.
Il tesoro è ciò a cui hai già consegnato il cuore.
Magari senza neanche decidere di farlo. Ma lui è già lì.

Ed è proprio lì, in quel punto preciso, che il Vangelo oggi ti colpisce.

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