Nel tempo favorevole. Cammino quaresimale dell’anima

Mercoledì delle Ceneri – Anno A (Mt 6,1-6.16-18)

C’è un giorno, all’inizio della Quaresima, in cui la Chiesa non alza la voce.
Non spiega. Non persuade.
Prende un po’ di cenere e la posa sul tuo capo.

La cenere non fa rumore.
Non brucia. Non illumina.
Ricorda soltanto.

Ricorda che sei fragile.
Ricorda che sei polvere.
Ricorda che, nonostante tutto, sei amato.

È così che comincia il tempo favorevole: non da una conquista, ma da una verità accolta.

Gesù, nel Vangelo di oggi, non ti chiede gesti vistosi. Non alza l’asticella delle prestazioni religiose. Ti riporta nel luogo più semplice e più difficile: il segreto.

“Quando preghi, entra nella tua stanza…
quando digiuni, non assumere un’aria da penitente…
quando fai l’elemosina, non farlo sapere.”

Tutto accade lì, dove nessuno guarda.
Lì dove resti solo tu e Dio.
Lì dove non puoi più recitare.

Forse è proprio questo che stanca di più: vivere sempre in superficie, sempre esposti, sempre misurati dallo sguardo degli altri. Anche nella fede. Anche nel bene.
E intanto il cuore, piano piano, si svuota.

La Quaresima comincia così: con un invito a rientrare.
Non a fare di più, ma a tornare dentro.
Non a cambiare subito tutto, ma a rimettere Dio al centro del segreto.

La cenere sulla fronte è il segno di questo passo indietro, che in realtà è un passo verso la verità. Ti dice: non sei onnipotente. Non sei eterno. Non sei autosufficiente.
E proprio per questo sei nelle mani di Dio.

Forse dentro di te porti stanchezze che non dici più. Ferite che hai imparato a coprire. Una fede che resiste, sì, ma senza gioia.
Forse ti muovi molto, fai tanto, dai tanto… e ti accorgi che dentro qualcosa si è inaridito.

Non è una colpa.
È una sete.

Ed è per questa sete che oggi comincia il cammino.

La Quaresima non è un tempo per diventare migliori davanti agli altri.
È un tempo per lasciarsi ritrovare da Dio nel punto esatto in cui sei.
Non dove dovresti essere.
Non dove pensi di dover arrivare.
Ma dove sei davvero, oggi.

Il Padre, dice Gesù, vede nel segreto.
Vede ciò che non mostri.
Vede ciò che nascondi anche a te stesso.
E non si spaventa.

Nel tempo favorevole non ti è chiesto di apparire forte.
Ti è chiesto di essere vero.

Il gradino da salire oggi è piccolo, quasi invisibile:
accettare di non bastarti.
Lasciare che Dio ti guardi anche nella polvere, anche nelle fragilità che vorresti sistemare prima di farti vedere.

La cenere non dice la fine.
Dice l’inizio.

Perché Dio non ha mai disprezzato la polvere:
l’ha impastata con le Sue mani e le ha soffiato dentro la vita.

Oggi il cammino riparte da lì.
Dal punto più umile.
Dal punto più vero.

E proprio per questo, dal punto più fecondo.

Preghiera

Signore,
oggi mi presento a Te senza difese.
Con la mia polvere, con le mie stanchezze,
con ciò che non riesco a cambiare da solo.

Insegnami il segreto del cuore,
dove Tu mi guardi senza misura
e mi ami senza condizioni.

Nel tempo favorevole,
raccogli i miei frammenti
e fammi tornare a Te,
un passo alla volta.

Amen.

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