
Introduzione
Cari amici,
iniziamo insieme un cammino semplice e profondo dentro i misteri che fondano la nostra fede:
Dio Uno e Trino, l’Incarnazione, la morte e Risurrezione di Gesù, la Chiesa e la comunione dei santi.
In un tempo in cui spesso si conosce poco il cuore del cristianesimo, sentiamo il bisogno di tornare alle radici, non per ripetere formule, ma per incontrare di nuovo il Dio vivo che ci ama e ci chiama per nome.
Come ci ricorda Gesù:
«Andate e fate discepoli tutti i popoli» (Mt 28,19).
Questi misteri non sono idee da imparare, ma verità che trasformano la vita. Dio non è lontano: è comunione, è amore, è presenza che ci cerca.
Entriamo in questo cammino non come spettatori, ma come compagni di viaggio, con il desiderio di lasciarci toccare nel profondo.
Che questo percorso sia per ciascuno un tempo di luce, di verità e di pace.
«Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo» (Dt 6,4)
1. Unicità come mistero di pienezza
Dio è uno. Non per solitudine, ma per assolutezza. La Sua unità non è mancanza di relazione, ma origine di ogni comunione. Non è divisione, ma fonte di tutto ciò che è.
In Lui non c’è frammentazione, ma una pienezza così totale che nulla può aggiungervisi. Dire che Dio è Uno significa confessare che Egli è il fondamento di tutto ciò che esiste, senza principio e senza fine.
«Io sono Colui che sono» (Es 3,14).
Non “ero”, non “sarò”, ma “sono”: un presente eterno, un fuoco che arde senza consumarsi, un Amore che non conosce tramonto.
2. L’unicità di Dio e il cuore dell’uomo
Ogni uomo, anche senza saperlo, cerca l’Uno. Quando ci disperdiamo nelle mille cose del mondo, quando il nostro cuore si frammenta tra desideri, paure, illusioni, è perché abbiamo dimenticato l’Unico.
Il primo passo della fede è raccogliersi. Ritrovare il centro. Ascoltare, come dice il Shemà:
“Ascolta, Israele…” – cioè: Ferma la corsa. Taci dentro. Torna a casa.
L’unità di Dio ci invita a unificare anche noi stessi, a ricondurre ogni pensiero, desiderio e azione a Lui. Quando Dio è al centro, tutto il resto trova il suo ordine.
3. L’Alleanza con l’Unico
Il Dio Uno si è rivelato come Colui che ama, chiama e stringe alleanza. Non è un Dio distante. È il Dio che scende, che libera, che guida.
“Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto” (Es 20,2)
L’Unico entra nella storia e si fa vicino. Vuole essere conosciuto, amato, accolto. L’unità di Dio non è una dottrina fredda, ma una realtà viva che chiama alla relazione.
Conclusione spirituale
Il nostro cuore sarà inquieto finché non riposerà in Lui, l’Unico che può riempirci. Dio non è uno tra molti; è l’Uno che tutto fonda, tutto sostiene, tutto attira a sé.
Nel nostro tempo confuso e frammentato, confessare: “Credo in un solo Dio” è un atto di libertà, di resistenza, di fede luminosa. È ritrovare il senso, il centro, la pace.