
«Non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane».
La preghiera del libro dei Proverbi è sorprendentemente concreta. Non chiede grandi cose, non cerca sicurezze assolute, non pretende di avere tutto. Chiede il necessario: quel tanto che basta per vivere senza sentirsi padroni della propria vita e senza essere schiacciati dalla paura di non avere abbastanza.
C’è una sapienza profonda in queste parole, perché anche l’abbondanza può diventare una tentazione. Quando tutto sembra andare bene, quando possiamo contare sulle nostre forze, sui nostri mezzi, sulle nostre capacità, rischiamo facilmente di convincerci che Dio non sia poi così necessario. Ma anche la mancanza può diventare una prova dura, capace di farci pensare di essere stati dimenticati.
La preghiera di oggi cerca una strada diversa: non troppo, non troppo poco, ma ciò che serve per continuare a camminare restando nella fiducia.
Nel Vangelo Gesù sembra riprendere proprio questo tema. Chiama i Dodici, dà loro potere e autorità e li manda ad annunciare il Regno di Dio. Poi dice qualcosa che, a pensarci bene, mette quasi a disagio: «Non prendete nulla per il viaggio».
Niente bastone, niente sacca, niente pane, niente denaro.
Verrebbe spontaneo obiettare: Signore, almeno qualcosa per ogni evenienza!
E invece Gesù vuole insegnare ai suoi discepoli una libertà difficile. Non li manda allo sbaraglio, ma li educa a non confondere la missione con i mezzi della missione. Prima ancora di ciò che portano con sé, conta Colui che li manda.
Noi, spesso, facciamo il contrario. Vorremmo essere sicuri prima di partire. Vorremmo sapere come andrà a finire, avere tutte le risposte, prevedere gli imprevisti, proteggerci dalle delusioni. Cerchiamo appoggi, conferme, garanzie. E quando ci manca qualcosa, ci sembra di non essere pronti.
Il Vangelo invece ci ricorda che la vita di fede comincia spesso proprio lì dove le nostre sicurezze finiscono.
Gesù non aspetta che i Dodici siano perfetti. Non aspetta che abbiano capito tutto, che siano diventati forti, che non abbiano più paura. Li manda così come sono, con i loro limiti, le loro fragilità, le loro domande ancora aperte.
Ed è consolante pensare che faccia lo stesso anche con noi.
Oggi la Chiesa ricorda San Pio da Pietrelcina, una figura che molti conoscono per le stimmate e per i tanti episodi straordinari legati alla sua vita. Ma dietro ciò che ha attirato l’attenzione di tanti c’era soprattutto una vita consumata nella preghiera, nell’Eucaristia, nell’ascolto delle coscienze e nell’accoglienza del dolore umano.
Migliaia di persone arrivavano da lui portando ferite, malattie, colpe, paure, famiglie spezzate, domande senza risposta. Padre Pio non aveva una soluzione pronta per tutto e non poteva togliere ogni sofferenza. Ma sapeva fare qualcosa che oggi rischiamo di considerare poco: sapeva prendere sul serio il dolore degli altri e portarlo davanti a Dio.
Ascoltava. Pregava. Richiamava alla conversione. Ricordava che nessuna caduta è più grande della misericordia del Signore.
E la sua fede non restò chiusa nel convento. La Casa Sollievo della Sofferenza nacque proprio dal desiderio di stare accanto a chi soffre in modo concreto. Per lui la preghiera non era una fuga dalla realtà, ma un modo per entrarvi ancora più profondamente.
Forse è qui che le letture di oggi e la memoria di Padre Pio si incontrano.
Gesù manda i Dodici senza molte cose, ma non li manda a mani vuote. Affida loro il Vangelo, la misericordia, la possibilità di portare sollievo, speranza, guarigione. Li rende capaci di farsi vicini alle ferite degli altri.
Anche noi, tante volte, pensiamo di avere troppo poco da offrire. Ci sentiamo stanchi, impreparati, insufficienti. Pensiamo che altri siano più forti, più bravi, più capaci di dire la parola giusta.
Eppure Dio continua a servirsi di persone imperfette.
Ci affida qualcuno da ascoltare, una sofferenza davanti alla quale non voltare lo sguardo, una parola buona da dire, una riconciliazione da tentare, una preghiera da offrire nel silenzio.
Forse non potremo cambiare tutto. Forse non sapremo risolvere la situazione di chi ci sta davanti. Ma possiamo esserci. E a volte è proprio questa presenza, discreta e fedele, a diventare il pane necessario per qualcuno.
Anche per noi il Signore non promette di mostrarci tutta la strada in anticipo. Ci dà il pane di oggi, la forza di oggi, la luce sufficiente per il passo che abbiamo davanti.
Il resto verrà.
I Dodici partirono. Padre Pio rimase per molti anni nel suo convento, eppure la sua vita raggiunse persone lontanissime.
Dio ha strade che non conosciamo.
A noi non chiede di comprenderle tutte, ma di fidarci abbastanza da fare il passo che oggi ci mette davanti.
Trasforma la Parola in preghiera
Signore Gesù,
quante volte vorrei avere tutto sotto controllo prima di mettermi in cammino. Vorrei sapere come andrà, avere le risposte giuste, evitare gli imprevisti e sentirmi sicuro di non sbagliare.
Tu invece mi chiedi di fidarmi.
Insegnami a riconoscere ciò che è davvero necessario e liberami da tutto ciò che appesantisce il cuore. Dammi il pane di oggi, la forza per il passo che devo compiere e la luce sufficiente per il tratto di strada che posso vedere.
Quando incontrerò qualcuno che soffre, non permettere che passi oltre. Quando non saprò cosa dire, insegnami ad ascoltare. Quando non potrò cambiare le cose, ricordami che posso ancora restare accanto, pregare e affidare.
Per intercessione di San Pio da Pietrelcina, rendimi fedele nella preghiera, misericordioso verso chi cade e attento alle ferite di chi mi vive accanto.
E quando mi sembrerà di avere troppo poco da offrire, ricordami che nelle tue mani anche il poco può diventare dono.
Amen.