L’autorità che libera

C’è un uomo, nella sinagoga di Cafàrnao, che grida. È un uomo prigioniero di un demonio impuro. E quando Gesù parla, il demonio non riesce a tacere: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».

Gesù non dialoga. Non discute. Ordina: «Taci! Esci da lui!». E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, esce da lui, senza fargli alcun male.

La gente è sconvolta: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?».

La parola di Gesù non è come quella degli scribi, che spiegano e commentano. La parola di Gesù agisce. Non descrive la liberazione: la realizza. Non parla del Regno: lo porta.

La voce che riconosce

È significativo che nel Vangelo siano proprio i demoni a riconoscere Gesù. Dicono: «Io so chi tu sei: il santo di Dio!». Lo riconoscono, ma non lo amano. Lo sanno, ma non lo seguono.

C’è una conoscenza che non salva. Quella dei demoni. È una conoscenza fredda, che sa chi è Dio ma non si lascia raggiungere dal suo amore.

C’è invece una conoscenza che diventa fede: quella di chi non soltanto riconosce Gesù, ma si affida a Lui e lo segue.

La differenza non sta soltanto nel sapere chi è Gesù. Sta nel lasciarsi raggiungere da Lui.

Lo Spirito che ci fa conoscere

Paolo, nella prima lettura, parla proprio di questo. «Lo Spirito conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio». E aggiunge: «Noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato».

C’è una conoscenza che viene dall’alto. Non è quella dei libri, dei ragionamenti, dei discorsi persuasivi. È quella dello Spirito, che ci fa conoscere Dio non come un’idea, ma come una presenza.

L’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito. Le considera follia. Ma l’uomo mosso dallo Spirito giudica ogni cosa, perché ha il pensiero di Cristo.

La fede non è solo sapere tante cose su Dio. È lasciarsi guidare dallo Spirito, che conosce le profondità di Dio e ci introduce nel suo mistero.

L’autorità che libera

L’autorità di Gesù non è il potere che schiaccia. È la forza che libera. Non è il dominio che incute paura. È la presenza che scaccia il male.

Gesù non usa la sua autorità per schiacciare l’uomo: la usa contro ciò che lo schiaccia. Non distrugge l’uomo: distrugge ciò che lo rende schiavo. Non umilia. Rialza.

Il demonio viene scacciato. L’uomo posseduto è restituito a se stesso, alla sua dignità, alla sua libertà.

È questo il segno del Regno: non una potenza che si abbatte sugli altri, ma una forza che si mette al servizio di chi è prigioniero.

L’autorità di Dio non si misura da quanto domina, ma da quanta libertà restituisce.

Il male che non sopporta la presenza di Dio

Il demonio non sopporta la presenza di Gesù. Grida. Si ribella. Ma alla fine deve andarsene.

Il male non ha l’ultima parola. La parola di Gesù è più forte.

Anche nella nostra vita, il male può gridare, può resistere, può fingere di essere invincibile. Ma davanti a Gesù non è onnipotente.

Non perché noi siamo forti. Ma perché la sua parola ha autorità. Perché la sua presenza è luce. Perché il suo amore è più forte di ogni tenebra.


Trasforma la Parola in preghiera

Pensa a qualcosa che ti toglie libertà. Una paura, un risentimento, una colpa, qualcosa che ti trattiene e ti impedisce di vivere pienamente.

Non cercare di vincerlo da solo. Portalo davanti a Gesù. Lascia che la sua parola raggiunga anche ciò che in te ha bisogno di essere liberato.

**Signore Gesù,
tu che con la tua parola
scacciavi i demoni
e restituivi libertà a chi era prigioniero,
guarda anche a me.

Tu sei il Santo di Dio.
Io mi affido a te.

Tu sei colui che libera.
Tu sei colui che salva.
Tu sei colui che ridona dignità.

Scaccia le mie paure.
Liberami da ciò che mi tiene schiavo.
Ridammi la libertà che hai promesso.

Non permettere che io ti conosca
soltanto con la mente,
senza lasciarmi raggiungere dal tuo amore.

Donami lo Spirito,
perché io possa conoscerti
non con la sola intelligenza,
ma con il cuore.

E fa’ che la tua parola
non sia per me solo ascolto,
ma liberazione.

Amen.**

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