
Uno scriba si avvicina a Gesù con una domanda enorme:
«Qual è il primo di tutti i comandamenti?»
In mezzo a centinaia di precetti, discussioni e interpretazioni, Gesù non risponde con una regola complicata. Va al centro.
«Amerai il Signore tuo Dio… Amerai il tuo prossimo come te stesso.»
Tutta la fede si gioca qui.
Non nel formalismo.
Non nell’apparenza religiosa.
Non nei gesti fatti solo per abitudine.
Ma nell’amore.
È significativo che Gesù inizi con una parola precisa:
«Ascolta».
Per amare davvero bisogna prima imparare ad ascoltare. Dio non cerca esecutori freddi, ma figli capaci di relazione. Il cristianesimo non nasce dalla paura, ma da un cuore che si lascia raggiungere da un Amore più grande.
E subito Gesù unisce inseparabilmente due direzioni: Dio e il prossimo.
Non possiamo dire di amare Dio se poi chiudiamo il cuore agli altri.
E non possiamo amare davvero gli altri senza lasciarci trasformare da Dio.
Lo scriba comprende. Per questo Gesù gli dice:
«Non sei lontano dal regno di Dio».
Non gli dice: “Ci sei già”. Ma nemmeno lo respinge. È come se gli dicesse:
“Hai capito dove si trova la porta. Adesso entra.”
Anche noi, a volte, rischiamo di vivere una fede piena di parole, ma povera di amore concreto. Possiamo pregare molto e avere ancora un cuore duro. Possiamo conoscere il Vangelo e dimenticarci della misericordia.
Il Regno di Dio comincia quando Dio smette di essere soltanto un’idea… e diventa il centro vivo del cuore.
E da lì nasce tutto il resto.