
C’è un uomo che non ha mai visto la luce.
Non sa che volto abbia il cielo.
Non conosce i colori.
Ha imparato a vivere nel buio, e a chiamarlo normalità.
Gesù lo incontra così, senza fargli domande, senza chiedergli spiegazioni.
Davanti a Lui non c’è un problema da risolvere, ma una persona da guardare.
Lo tocca.
Gli sporca gli occhi con del fango.
E lo manda a lavarsi.
È strano: per guarire, quell’uomo deve prima accettare di essere toccato nella sua cecità.
Deve fidarsi di un gesto che non capisce.
Anche tu, forse, hai occhi che fanno fatica a vedere bene.
Non per cattiveria.
Per stanchezza.
Per delusioni.
Per ferite che hanno cambiato il tuo modo di guardare.
Ci si può abituare al buio.
Si può persino difendere il proprio buio, quando diventa l’unico spazio che si conosce.
Ma Gesù oggi ti si avvicina così come sei.
Non ti accusa di non vedere.
Ti offre di imparare a vedere di nuovo.
Il cieco comincia un cammino che non è solo di luce negli occhi, ma di verità nel cuore.
Viene interrogato, messo in dubbio, giudicato.
E pian piano scopre che vedere davvero non significa solo usare gli occhi,
ma riconoscere chi ti ha ridato la vita.
Forse anche tu ti trovi in mezzo a voci che confondono, giudizi che feriscono, parole che mettono in discussione ciò che stai diventando.
Forse hai paura di perdere sicurezze antiche, pur di restare nella verità.
Il gradino da salire oggi è esigente e liberante:
lasciare che Dio tocchi anche il tuo modo di guardare.
Accettare che non tutto ciò che vedi è già luce.
E che solo chi si lascia guarire può, poco alla volta, vedere davvero.
È la domenica della gioia, oggi.
Non una gioia rumorosa,
ma una gioia che nasce dal sentirsi visti, conosciuti, amati proprio lì, nella propria cecità.
Il buio non ha l’ultima parola.
La luce, quando arriva, non umilia:
ridona dignità.
Preghiera
Signore Gesù,
talvolta il mio sguardo è stanco,
ferito, chiuso.
Tocca i miei occhi interiori,
liberami dalle ombre che mi abitano
e insegnami a vedere con i Tuoi occhi.
Nel tempo favorevole,
donami la gioia semplice
di chi torna a vedere la luce.
Amen.