Maria Madre di Dio: il silenzio che genera l’Infinito

Il primo giorno dell’anno non comincia con fuochi d’artificio o buoni propositi.
Comincia con una donna che stringe tra le braccia un Bambino.
Una donna che non capisce tutto, ma custodisce tutto.
Una donna che non parla molto, ma genera Dio al mondo.

La Chiesa oggi non festeggia “la mamma più bella”, né un ricordo affettuoso della grotta di Betlemme.
Oggi proclama la verità che cambia la storia:
Maria è Madre di Dio.

Non madre di un profeta.
Non madre di un genio spirituale.
Non madre di un grande maestro.
Madre di Dio.

Se quel Bambino è Dio, allora Dio ha volto, voce, carne, lacrime, respiro.
Allora il cielo ha mani.
E la salvezza non è idea, ma abbraccio.

Un Dio portato tra le braccia

Maria non “aggiunge” nulla a Dio:
gli dà casa, carne, latte, tempo.
Dio ha scelto di non salvarci dall’alto,
ma di passare attraverso un grembo,
attraverso il corpo di una donna.

Il cristianesimo comincia da qui:
Dio non sta sopra l’umanità, ma dentro.
Non comanda dall’esterno: entra dall’interno.
Maria è la porta aperta.

Nel suo “Avvenga” si è aperto un varco che nessuno potrà più richiudere.

Il silenzio che custodisce

Il Vangelo dice che Maria “custodiva ogni cosa meditandola nel suo cuore”.
Non spiega, non discute, non pretende.
Accoglie e custodisce.

Ci sono misteri che non si devono capire, ma portare.
Maria porta Dio nel silenzio.
Porta il Figlio mentre cresce, mentre dorme, mentre piange, mentre vive.

E così diventa Madre non solo del Cristo, ma di ogni discepolo.
Madre della Chiesa.
Madre nostra.

Una maternità che continua

Maria non è Madre di Dio solo il giorno di Natale.
Lo è sempre: quando fugge in Egitto, per proteggere il Bambino; quando Lo accompagna nella vita nascosta di Nazareth; quando Lo ascolta predicare, incompresa dai più; quando resta sotto la Croce, quando tutti se ne vanno; quando accoglie nel Cuore la Chiesa nascente.

Per questo, mentre il mondo inizia l’anno con frenesia e rumore, la fede lo inizia con Lei:
una madre che non smette di generare Cristo nel mondo.

Maria, Madre nostra

Il titolo “Madre di Dio” non la allontana: la avvicina.
Se può portare Dio, può portare anche noi.
Se può dare carne all’Infinito, può dare consolazione alle nostre ferite.

La maternità di Maria non è dolcezza astratta:
è protezione, forza, presenza concreta.

Quando la vita fa paura, Lei resta.
Quando la fede vacilla, Lei custodisce.
Quando non sappiamo pregare, Lei intercede.

Perché il nuovo anno comincia con Maria

Perché tutto ciò che è veramente nuovo nasce da Dio.
E Dio nasce da Lei.

Il mondo ricomincia dalla fonte della vita: un grembo che ha detto sì.
Un cuore che ha creduto.
Una donna che non si è tirata indietro.

Il primo giorno dell’anno la Chiesa non ci chiede di fare promesse…
ci chiede di fidarci.
Di rimettere nelle mani di Dio ciò che sarà.
Di mettere la nostra storia dentro il suo grembo.

Preghiera a Maria, Madre di Dio

Maria, Madre di Dio e Madre nostra,
in questo nuovo anno tienici sotto il tuo manto.

Quando avremo paura, coprici.
Quando ci mancherà la forza, sostienici.
Quando la fede sarà fragile, credi tu per noi.

Genera Cristo nei nostri giorni,
nei nostri pensieri,
nelle nostre case.

Fa’ che le nostre mani diventino come le tue:
capaci di accogliere, di servire, di amare.

Maria, Madre di Dio,
con te consegniamo il nostro anno nelle mani di tuo Figlio.
Guidaci verso la luce.
Amen.

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