TERZO PASSO – DIRE “SÌ” ALLA PACE

L’“Eccomi” che apre alla riconciliazione

Ogni cammino di pace nasce da un “sì”. Non da trattati firmati o da grandi discorsi solenni, ma da un cuore che si lascia aprire a Dio. A Nazaret, in una casa semplice, Maria ha pronunciato quel sì che ha cambiato la storia: “Eccomi, sono la serva del Signore” (Lc 1,38). Non era un sì ingenuo, ma consapevole e libero. Non aveva tutte le risposte, non conosceva i dettagli di ciò che l’attendeva, eppure ha aperto la porta a Dio. In quel momento, la pace è entrata nel mondo, perché ha preso carne Colui che è la nostra pace (Ef 2,14).

Anche noi, ogni giorno, siamo messi davanti alla possibilità di dire un “eccomi” che riconcilia. Un sì che non cambia l’intera storia dell’umanità, ma può cambiare la nostra piccola storia e quella di chi ci vive accanto. Dire “eccomi” alla pace significa non restare prigionieri del rancore, non rispondere con durezza alle parole che feriscono, non alimentare le divisioni che avvelenano le relazioni. È scegliere di lasciare che Dio operi in noi, anche quando ci sentiamo fragili e feriti.

Il Rosario diventa la scuola di questo eccomi. Mistero dopo mistero, impariamo a piegare la nostra volontà, a lasciarci trasformare, a consegnare i nostri muri e le nostre rigidità perché lo Spirito li apra. Maria prega con noi e per noi: ci prende per mano e ci invita a fidarci, a dire “sì” anche quando costa, a credere che la pace è sempre possibile, perché nulla è impossibile a Dio.

Preghiera
Maria, donna del primo sì,
insegnami a non avere paura della pace.
Aiutami a dire il mio eccomi,
nonostante i dubbi, nonostante le ferite.
Fa’ che il mio cuore non si chiuda,
ma si apra all’incontro, al perdono,
alla riconciliazione che guarisce.
E che il Rosario pregato con Te
mi renda capace di portare pace
nella mia vita e nel mondo.

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