La misericordia che trasfigura la ferita

Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Meditazione
Nel Cantico, alla fine, non si canta la forza.
Non l’eroismo,
non l’onore,
non la perfezione.
Ma la pace.
Una pace che non è quiete apparente,
ma profonda resa all’Amore.
Francesco canta i beati che perdonano,
coloro che, feriti, scelgono di non restituire il colpo,
che si lasciano spogliare senza diventare amari,
che piangono, ma non maledicono.
Questa è la pace che il mondo non conosce:
la pace che resiste alla vendetta,
che non risponde al male con il male,
ma con il silenzio del Crocifisso.
Non è debolezza,
è gloria nascosta.
Perché chi perdona, vince davvero:
vince se stesso,
vince la storia,
vince il nemico,
senza bisogno di annientarlo.
Chi perdona, si lascia plasmare da Dio.
E diventa simile a Lui:
corona di misericordia.
Francesco lo ha imparato nel perdonare i fratelli,
nell’accogliere l’ingratitudine,
nel non trattenere nulla,
nemmeno il diritto di essere compreso.
Perché chi vive per amore,
non può morire nel rancore.
E chi ha fatto pace nel cuore,
ha già attraversato la morte.
Preghiera
O Dio,
che sei lento all’ira e ricco di misericordia,
fa’ che il mio cuore si lasci spezzare solo dall’amore.
Insegnami a perdonare come Tu perdoni,
senza calcolo,
senza orgoglio,
senza bisogno di giustificazione.
Donami la grazia di sostenere le offese in pace,
non per debolezza,
ma per forza nascosta nella Tua Croce.
Fa’ che io benedica chi mi ferisce,
che io preghi per chi mi dimentica,
che io abbracci chi mi respinge.
O Francesco,
tu che non portavi rancore,
ma solo le stigmate del Cristo,
rendimi partecipe della tua pace
che nulla può turbare.
E quando verrà il giorno del giudizio,
fa’ che io sia trovato con le mani vuote,
ma il cuore pieno di perdono.
Amen.