Una domanda che trasforma

Parola di Dio
«Signore, che cosa è l’uomo perché te ne curi? Un figlio d’uomo perché te ne dia pensiero?»
(Salmo 8,5)
Riflessione spirituale
Nel silenzio, quando finalmente cadono le maschere e si scioglie il brusio del mondo, emerge una domanda antica, tremenda e luminosa: Chi sono io, Signore, davanti a Te?
Non è una domanda da risolvere, ma da abitare. È il fuoco del roveto che non brucia ma purifica. È la domanda che hanno portato nel cuore i santi, i mistici, i penitenti, gli amanti di Dio. È la domanda che Francesco d’Assisi ripeteva nel pianto e nella gioia, prostrato sulla nuda terra: “Chi sei Tu, dolcissimo Dio mio, e chi sono io, misero verme e tuo servo?” (FF 141).
Di fronte a Dio, ogni identità costruita si rivela fragile. Ma nel suo sguardo, scopriamo un’identità più profonda: siamo figli. Siamo cercati, conosciuti, amati. Non per ciò che facciamo, ma per ciò che siamo: desiderio che anela a Dio, creta modellata dalla Sua mano.
In questo silenzio denso e sacro, la domanda non ci condanna: ci plasma. Ci libera dalle illusioni, ci fa veri. Chi sono io davanti a Te? Sono un pellegrino, un cuore in cammino, un’anima amata. Sono piccolo eppure portato nel palmo della Tua mano. Sono niente, ma Tu mi fai tutto.
E se ci lasciamo abitare da questa verità, allora cambia anche il nostro modo di guardare gli altri. Perché davanti a Dio, ogni creatura ha una dignità eterna, anche quella più ferita, quella che il mondo scarta.
Domanda per interiorizzare
Chi credo di essere davanti a Dio? E chi potrei diventare, se mi lasciassi amare da Lui così come sono?
Piccolo impegno
Scrivi su un foglio la domanda: “Chi sono io davanti a Te, Signore?” Portala con te durante il giorno. Ogni volta che puoi, rileggila in silenzio e ascolta ciò che si muove dentro di te.
Preghiera finale
Eccomi, Signore,
spoglio delle mie difese,
nudo davanti alla Tua verità.
Tu mi conosci fino in fondo
e non mi respingi.
Tu mi chiami figlio,
anche quando mi perdo.
Fammi abitare questa domanda
non come peso,
ma come invito a lasciarmi trasformare.
Chi sono io, Signore?
Sono Tuo.
Amen.