Quarto passo: Servire con amore

Quando Maria saluta Elisabetta, qualcosa si accende: una gioia profonda, uno stupore condiviso. Lo Spirito Santo fa esultare Giovanni nel grembo, ed Elisabetta esclama: “Appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo” (Lc 1,44).
Il servizio porta gioia. Non solo a chi lo riceve, ma anche a chi lo dona. Perché quando si ama davvero, si sperimenta la pienezza. Il dono di sé non impoverisce: arricchisce. È la logica paradossale del Vangelo: chi perde la vita, la trova (cfr. Mt 10,39).
Maria si è donata e, nel donarsi, ha ricevuto gioia. Una gioia piena, che esplode nel Magnificat: “L’anima mia magnifica il Signore”. È la gioia di chi ha scelto di amare, di servire, di uscire da sé per accogliere Dio e i fratelli.
Anche noi, ogni volta che ci doniamo senza calcoli, sperimentiamo questa gioia profonda. Non è una gioia superficiale, passeggera. È la gioia del cuore che sa di aver fatto la cosa giusta, quella che somiglia all’amore di Dio.
Preghiera Maria, donna della gioia,
che hai cantato le meraviglie di Dio
dopo esserti donata,
donami di scoprire la bellezza del servizio.
Fa’ che possa vivere ogni gesto d’amore
come un canto di lode,
e che il mio cuore esulti
quando mi spendo per gli altri.
Perché lì, Signore, ci sei Tu.