Secondo passo: Fidarsi di Dio

L’abbandono non è rassegnazione. Non è dire: “Non posso farci nulla”. È scegliere di fidarsi. È un atto forte, coraggioso, che nasce dalla certezza che nelle mani di Dio siamo al sicuro, anche se non capiamo il perché di quello che viviamo.
Maria vive questo abbandono lungo tutta la sua vita. Dopo il “sì” dell’Annunciazione, affronta incomprensioni, fughe, attese. Quando Giuseppe decide di ripudiarla in segreto, lei non cerca di trattenere, di spiegare. Si abbandona. Quando partorisce lontano da casa, senza una culla, non protesta. Quando Simeone le predice una spada che le trafiggerà l’anima, non si tira indietro.
Il suo abbandono non è passività. È forza interiore. È la fiducia che Dio non abbandona mai chi si affida a Lui.
Anche noi, ogni giorno, siamo chiamati a questo coraggio. Quando non controlliamo più tutto, quando i nostri progetti non vanno come pensavamo, quando il dolore bussa alla porta, possiamo scegliere: chiuderci o affidarci.
L’abbandono cristiano non è cecità. È sguardo profondo, che sa scorgere un disegno più grande. È dire a Dio: “Mi fido di Te più che di me stesso”.
Preghiera Maria, donna dell’abbandono fiducioso,
insegnami a lasciarmi portare,
come un bambino tra le braccia del Padre.
Quando non capisco,
quando il peso è troppo grande,
donami il coraggio di affidarmi,
sapendo che il mio Dio è fedele
e non mi lascia mai solo.