Vangelo del 28/03/2021

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La mia anima è triste fino alla morte.(Mc 14, 1-15.47)

Gesù in quest’ora di agonia ci insegna che tutte le potenze del male che si abbattono sul giusto possono essere superate, a condizione che si abbia fede nel Padre, certezza nel suo intervento. Lui ci mostra concretamente che mai si deve perdere la speranza nel Signore. Non vi sono sconfitte per il Padre celeste. Anche dalla morte Lui può far risalire i suoi fedeli. A volte si deve passare necessariamente per il sentiero della Croce, ma con Dio essa non è una sconfitta, è solo la via per il più grande trionfo. Per vivere la croce occorre una grande speranza, una solida fede, una intensa, forte preghiera.
Quanto si deve pregare? Gesù in questa notte ci insegna che la preghiera va ripetuta finché Dio non farà scendere la sua pace nel cuore. Non si può andare in combattimento con la tristezza, la paura, l’angoscia. Si deve lottare con la pace del cuore. Gesù dalla preghiera esce con una grande serenità di cuore e di mente. Esce con l’anima libera da ogni tristezza. Ora il suo corpo è pronto ed anche la sua carne. Giuda può anche venire a tradirlo. Neanche questo tradimento più lo turba.

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