San Bruno di Segni

San Bruno di Segni

S. Bruno nacque a Solero d’Asti nel 1040: trascorsa la fanciullezza sotto la salutare e sapiente guida di monaci Martiniani, fu inviato dai genitori all’Università di Bologna dove, ancor giovane, si laureò. Benchè in ambiente non favorevole, si conservò virtuoso e fermo nella fede della prima educazione. Facendosi sempre più sentire la vocazione, desideroso di seguire i consigli del Signore, decise di ritirarsi nel monastero di Montecassino.

Però durante il viaggio, si fermò a Siena dove, per disposizione di Dio, fu trattenuto dal vescovo Rodolfo, che lo nominò canonico di quella cattedrale. Inviato a Roma per impegni della diocesi, qui ebbe l’incarico di confutare l’eretico Berengario.
La disputa si tenne davanti al Pontefice, e Bruno confutò così sapientemente l’eretico, che Gregorio VII stesso lo consacrò e nominò vescovo di Segni.
A Segni fu banditore della Buona Novella e apostolo di carità. Ma i confini della sua piccola diocesi erano troppo ristretti per la sua attività; eccolo quindi vicino al grande genio di Gregorio VII nella gigantesca lotta eontro l’incontinenza e specialmente contro le elezioni simoniache e la prepotenza di Enrico IV. E qui è bene accennare quanto abbia sofferto dai nemici.
Si era nell’aprile del 1082. Roma, fedele al Papa, dopo aver respinto i due assalti del falso penitente Enrico IV che aveva ripreso a eombattere la Chiesa, godeva un po’ di tregua. Bruno ehe si trovava allora a Roma con Gregorio VII, si mise in viaggio per ritornare alla sua diocesi, ma giuntovi fu imprigionato dal eonte Adolfo di Segni.
Il Signore però vegliava su di lui e con un miracolo ripetuto per tre volte lo liberò.
Ritornò allora a Roma ma fu nuovamente imprigionato col Papa nella mole Adriana.
Con rincrescimento di molti, Bruno, sempre bramoso di pace, solitudine e unione con Dio, volle ad ogni costo seguire la sua aspirazione al chiostro. Perciò adempì diligentemente la regola benedettina nella pietà, nello studio e nel lavoro, tanto che dopo soli cinque anni di vita monastica venne eletto abate di Montecassino. Nel 1112 si ritirò a Segni, sua sede episcopale, da dove passò al Signore il 18 luglio 1123, giorno in cui la Chiesa ne celebra la festa.
S. Bruno fu pure un grande scrittore. Nonostante i molti incarichi, trovò tempo per commentare tredici libri della Sacra Bibbia; scrisse la vita di S. Leone IX e di S. Pietro vescovo di Anagni; un trattato sui Sacramenti e un altro sul santo Sacrificio della Messa. Di lui ci rimangono pure 145 omelie e 6 libri di sentenze.


Antonio Galuzzi

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