Nell’attesa di una piena rivelazione

Il cristiano è uno che crede che non una formula ci salverà, ma una Persona, e la certezza che essa ci infonde: «Io sono con voi tutti i giorni». Allora il Signore è la misericordia che imagesCARTZMIHrende libero il cuore dalla preoccupazione del bene, dei precetti, dell’osservanza, non per disprezzo, ma perché il suo cuore offre una prospettiva più grande. E’ silenzio che ti prende dentro come una Presenza, davanti alla bellezza della natura, all’intensità di certi momenti di grazia passati con persone care, alla luce dell’alba che annuncia la vita che riprende e il ritorno della luce. Il Signore viene incontro così, discreto.  Quando avvertiamo che ciascuno di questi momenti è pieno del suo mistero, pensiamo a lui con commozione, con fiducia, con pace. E tuttavia vengono i giorni opachi, in cui ci sembrerà di non aver incontrato nessuno, se non la nostra fatica. I giorni del dramma in cui ci sembrerà di aver incontrato solo il nostro silenzio saranno tanti e ci daranno l’idea che la vita sia muta e incomprensibile. E’ stata l’esperienza di Maria, la madre del Signore. Il Vangelo dice che «conservava nel suo cuore tutte queste cose». Maria conserva nel cuore i fatti della vita sua e di quella della sua famiglia. Di questi fatti, ella non capisce il senso, eppure crede che essi sono una parola pronunciata per lei. Se oggi non si comprende, occorre attendere che il mistero maturi nella storia, perché nulla accade per caso e dunque nulla è senza significato.

Paola Bignardi

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