Lunedì fra l’Ottava di Pasqua

VANGELO   (Mt 28,8-15) Andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno.
sepolcro vuoto In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia  grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco,  Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si  avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù  disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che  vadano in Galilea: là mi vedranno». Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e  annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi  allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero  una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi  discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E  se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo  persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il  denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è  divulgato fra i Giudei fino a oggi.

Commento

A tutti noi piace farsi cercare, desiderare, ma quando veniamo corteggiati ci fa piacere uscire allo scoperto e andare incontro alle persone che ci vogliono bene. E’ un atteggiamento che ho trovato spesso negli altri, anche nei miei ragazzi, ed ho imparato ad andare sempre verso di loro, anche quando si nascondono da me, anche quando preferiscono fare altro perché so che il primo passo lo devo fare io. Se aspettassi gli altri, potrei, in certe situazioni, attendere per anni e rovinare un rapporto. Non vorrei mai un giorno guardarmi indietro e capire che potevo fare qualcosa e non l’ho fatto per migliorare la gioia e la condivisione di una relazione.
Se andiamo verso l’altro, se facciamo il primo passo, è facile che la persona, il ragazzo, il figlio si muova verso di te capendo le tue intenzioni e intuendo il tuo amore per lui. A volte si ha paura a muoversi per primi non perché non proviamo buoni sentimenti, ma perché abbiamo timore di essere respinti, non amati, non voluti e vogliamo vedere se l’amore per noi è così grande da spingerlo a cercarci. Una volta accertato siamo ben disponibili ad andargli incontro a braccia aperte.
Se tutti facessimo così non ci sarebbero più rapporti umani. E’ giusto attendere, ma bisogna imparare a fare il primo passo, a mettere l’orgoglio o la paura di un fallimento da parte e tirare fuori l’amore che alberga dentro di noi.
Così dobbiamo fare con Gesù. In tutta la Sua vita ci ha insegnato a cercarlo, ha sempre voluto che fossimo noi a chiedere di Lui, a pregarlo di darci una mano, ma se ci mettiamo in cammino verso di Lui, state certi che non tarderà a mostrarsi e a darci tutta la sua grande e profonda Amicizia, così come ha fatto con le donne che, trovato il sepolcro vuoto, andarono a cercarlo senza indugio. 

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