Giorno 5 – Laudato si’, mi’ Signore, per sor Aqua

La purezza che discende e disseta

Laudato si’, mi’ Signore, per sor Aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Meditazione

L’acqua non trattiene, scorre.
Non grida, non impone, serve.
Non reclama diritti, si dona.

Francesco la guarda e la chiama “sorella”,
perché vede in lei il volto dell’anima redenta,
che non si esibisce, ma disseta,
che non si esalta, ma lava in silenzio.

Sor Aqua è “umile e casta”.
Non cerca l’attenzione, non pretende forma:
prende la forma di ciò che incontra.

Nel mondo che idolatra il possesso,
lei insegna l’arte della resa.
Nel tempo dell’arroganza,
testimonia la forza della mitezza.
Nel deserto delle relazioni,
diventa segno del Dio che ancora vuole dissetarci.

La sua purezza non è rigida,
ma accogliente.
La sua utilità non è scontata,
ma preziosa come la grazia che lava il cuore.

Francesco la canta perché ha capito che Dio scorre come l’acqua:
discende sempre,
va verso il basso,
sceglie la via più semplice, più nascosta.
E in quel fluire silenzioso
ricostruisce la vita.

Preghiera

Signore Gesù, sorgente d’acqua viva,
rendimi come sorella acqua:
puro, umile, utile, casto.
Fammi passare nei cuori
non come fiume in piena,
ma come ruscello che disseta e consola.

Fammi scendere sempre verso il basso,
verso chi è dimenticato,
verso chi è inaridito dalla solitudine,
verso chi ha sete di Te.

Purifica in me ciò che è torbido,
sciogli ciò che è rigido,
spegni ciò che è superbo.

O Francesco, tu che cantavi l’acqua come sacramento della vita,
insegnami a fluire nel cuore di Dio,
a farmi piccolo canale del Suo amore,
a non fermarmi finché non avrò raggiunto l’Oceano.

E quando verrà l’arsura della fede,
fa’ che io ricordi:
la vera sorgente scorre dentro.

Amen.

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