Ma chi vi ha dato le chiavi di Dio?

Giovedì 15 ottobre 2026 – Santa Teresa di Gesù, Vergine e Dottore della Chiesa

Una santa difficile da mettere in cornice

Di Santa Teresa d’Avila abbiamo fatto bellissime immagini: il volto assorto, gli occhi rivolti al cielo, quell’aria da mistica che sembra vivere già a metà strada fra la terra e il Paradiso. Peccato che le immagini non riescano a restituirci il suo carattere.

Teresa era una donna intelligente, vivace, capace di ironia, con una fede troppo viva per lasciarsi rinchiudere nelle belle parole. Amava profondamente la Chiesa, ma questo non le impediva di vedere ciò che andava cambiato. E quando era convinta che Dio le chiedesse qualcosa, per scoraggiarla ci voleva ben altro che qualche porta sbattuta in faccia.

Il Vangelo di oggi sembra scritto apposta per farci incontrare questa donna.

Le chiavi di Dio in tasca

Gesù si rivolge ai dottori della Legge con parole durissime: «Avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito».

È un’accusa che dovrebbe farci arrossire, almeno qualche volta. Perché conoscere Dio, parlare di Lui e insegnare la sua Parola è una responsabilità enorme. Eppure possiamo arrivare a sentirci proprietari di ciò che abbiamo ricevuto in dono, decidendo chi è abbastanza degno, chi prega nel modo giusto e chi deve rimanere sulla soglia. Magari, mentre siamo impegnati a difendere Dio, non ci accorgiamo che qualcuno, dopo averci incontrato, ha perso perfino il coraggio di cercarlo.

Teresa conosceva bene il peso delle porte chiuse. Nella Spagna del Cinquecento, essere una donna che parlava di Dio con tanta libertà e pretendeva di riformare la vita religiosa non era precisamente il modo migliore per vivere tranquilli. Conobbe sospetti, incomprensioni e fatiche, ma continuò a camminare, a fondare monasteri e soprattutto a pregare.

Aveva scoperto qualcosa che noi, con tutta la nostra preparazione religiosa, rischiamo continuamente di dimenticare: Dio desidera essere incontrato, non semplicemente spiegato.

Il coraggio di lasciarsi incontrare

Per Teresa la preghiera era un rapporto di amicizia con Colui dal quale sappiamo di essere amati. Un’amicizia vera, nella quale non serve presentarsi sempre in ordine o fingere sentimenti che non si provano. Dio conosce già le nostre contraddizioni e non aspetta che diventiamo impeccabili per volerci bene.

Nel suo Castello interiore Teresa descrive l’anima come un edificio meraviglioso, con tante stanze da attraversare per arrivare al luogo più profondo, dove Dio abita. Un’immagine straordinaria, soprattutto per noi che spesso cerchiamo Dio dappertutto, mentre abbiamo paura di entrare dentro noi stessi. Forse perché sappiamo che troveremmo anche stanze in disordine, vecchie ferite e qualche porta che abbiamo chiuso personalmente.

Eppure san Paolo, nella prima lettura, ci ricorda che Dio ci ha scelti in Cristo prima della creazione del mondo. Prima dei nostri meriti, delle nostre cadute e dei giudizi degli altri, eravamo già presenti nel suo disegno d’amore.

Teresa, proclamata nel 1970 prima donna Dottore della Chiesa, continua a ricordarci che possiamo conoscere le Scritture, frequentare la chiesa e perfino dedicare la vita al servizio di Dio senza permettergli di cambiare davvero il nostro cuore.

Ed è qui che questa santa diventa terribilmente scomoda.

Perché chi si è scoperto amato nella propria miseria dovrebbe avere qualche difficoltà in più a disprezzare quella degli altri.

Sarebbe davvero un peccato trasformare in una bella statua una donna che ha trascorso la vita a spalancare porte.

Forse il modo migliore per onorarla è domandarci se le persone che incontriamo, dopo aver avuto a che fare con la nostra fede, sentano più forte il desiderio di avvicinarsi a Dio oppure la paura di non essere abbastanza brave per Lui.

Dopotutto, neppure noi siamo entrati nella casa del Padre perché avevamo tutte le carte in regola.

Siamo entrati perché Qualcuno ci ha aperto.


🙏 Trasforma la Parola in preghiera

Signore Gesù, Santa Teresa mi mette un po’ in imbarazzo, perché ha avuto il coraggio di cercarti davvero, mentre io, qualche volta, mi accontento di sapere tante cose su di Te. Conosco le preghiere, le parole giuste, le abitudini della fede, ma faccio ancora fatica a lasciarti entrare dove mi sento fragile, dove ho paura di cambiare, dove preferisco avere ragione piuttosto che imparare ad amare.

Donami qualcosa del suo coraggio e della sua libertà. Insegnami a parlarti come si parla a un amico, senza maschere e senza il bisogno di dimostrarti continuamente qualcosa. Liberami dalla presunzione di sapere chi Ti appartiene e chi no, e perdonami per tutte le volte in cui ho reso più difficile a qualcuno credere nel tuo amore.

E quando mi sentirò tentato di chiudere una porta, ricordami con quanta pazienza Tu hai aspettato davanti alla mia.

Santa Teresa di Gesù, insegnaci a cercare Dio con tutto il cuore e a non avere paura di lasciarci trovare da Lui. Amen.

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