
La domanda che non smette di bruciare
La domanda è antica, e brucia ancora: “Se Dio c’è, perché il male?”.
È la voce di Giobbe che grida dal letame, è il pianto di Geremia che vede la città in fiamme, è l’urlo di chiunque, oggi, si trova davanti a una tomba troppo presto chiusa, a un figlio ammalato, a una guerra che divora innocenti. Non è un problema teorico, è una ferita aperta. È la domanda che nasce spontanea quando il dolore supera le forze.
Un Dio che non scansa la sfida
Molti si fermano qui. Alzano il dito, accusano il Cielo, dichiarano Dio colpevole d’assenza. Eppure, se guardiamo meglio, scopriamo che Dio non scansa la sfida. Non si ritira davanti al male. Non risponde con sillabe, ma con un corpo. Il suo Figlio si lascia inchiodare sulla croce, e lì il silenzio diventa Parola.
Il Vangelo non nasconde il dramma. “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mc 15,34). È Gesù stesso a portare sulle labbra il grido di chi si sente smarrito. Non offre una spiegazione logica, non consegna una formula consolatoria. Fa di più: entra dentro il male, lo abita dall’interno, e lo trasforma dall’amore.
La vicinanza nel silenzio
“Uomo, dove sei?” – chiede ancora Dio.
Dove sei quando il dubbio ti travolge? Dove sei quando il dolore ti tenta a smettere di credere? Dove sei quando pensi che il silenzio di Dio sia la prova della sua inesistenza? Forse non ti accorgi che proprio lì, nel silenzio, Dio ti è più vicino che mai.
Giobbe, dopo pagine di lamenti e accuse, arriva a dire: “Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto” (Gb 42,5). È il passaggio che ci tocca compiere: dal “sentito dire” al volto incontrato. Non è facile, non è immediato, ma è reale. Perché Dio non offre un perché, offre un per-Chi: il Figlio suo, morto e risorto per noi.
Il dubbio come soglia
Il dubbio, allora, non è il contrario della fede: è la sua soglia. Non c’è fede autentica senza la notte del dubbio. Non c’è abbandono senza prima la lotta. Persino i santi hanno conosciuto deserti interiori, e proprio lì hanno imparato a fidarsi di più.
E tu, uomo di oggi, dove sei?
Sei rimasto fermo alla domanda, oppure stai cercando la risposta che non è un concetto, ma un volto? Sei disposto a lasciarti sorprendere da un Dio che non elimina il male, ma lo attraversa? Sei pronto a scoprire che proprio quando tutto sembra crollare, la croce diventa albero di vita?
Preghiera
Signore,
non fuggo più dal mio dubbio,
lo porto davanti a Te.
Quando non capisco, quando mi sembra di essere solo,
ricordami che anche Tu hai gridato nel silenzio.
Rendimi capace di vedere oltre la notte,
fino al mattino in cui la croce fiorisce in resurrezione.