Uomo, dove sei? – Quando scarti il debole

La logica dell’efficienza

Viviamo in un mondo che corre, che misura tutto in termini di efficienza e produttività. Se funzioni, vali. Se non produci, sei un peso. Questa logica silenziosa, ma potente, ha plasmato le coscienze.
Così i deboli diventano invisibili: il malato cronico, l’anziano fragile, il disabile che rallenta i ritmi, il povero che non ha da restituire, il migrante che non trova posto.

Il tesoro che Dio custodisce

Eppure, proprio lì, dove il mondo vede uno scarto, Dio vede un tesoro. “Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti; ciò che nel mondo è debole per confondere i forti” (1Cor 1,27). Non è un paradosso poetico, è il cuore stesso del Vangelo: il Regno cresce non dai vertici, ma dalle periferie.

“Uomo, dove sei?” – chiede Dio.
Dove sei quando volti lo sguardo dall’anziano che non riconosce più il tuo volto? Dove sei quando accetti che i bambini con disabilità siano definiti “problema”? Dove sei quando resti indifferente di fronte a chi non può dare nulla in cambio? Ogni volta che eliminiamo l’inutile, Dio resta fuori con loro.

Muri che nascondono, non che proteggono

La nostra società ama proclamare dignità e uguaglianza, ma spesso lo fa con i forti. Con i deboli, invece, costruisce muri: ospizi che nascondono, reparti isolati, politiche che escludono, sguardi che evitano.
Eppure il Vangelo è chiarissimo: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40). Cristo si identifica con gli ultimi. Se li scarti, scarti Lui.

La logica rovesciata del Regno

La logica di Dio è radicalmente diversa. Maria canta nel Magnificat che il Signore “ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili” (Lc 1,52).
Laddove il mondo vede peso, Dio vede promessa. Laddove noi vediamo fallimento, Dio vede il grembo fecondo del Regno.

La conversione del cuore

Il nostro cuore è chiamato a convertirsi. Non basta commuoversi un istante. Bisogna imparare a restare accanto, a non fuggire davanti alla fragilità, a riconoscere che siamo tutti deboli e bisognosi. L’altro non è un ostacolo alla mia felicità: è il luogo in cui Dio si manifesta.

E tu, uomo di oggi, dove sei?
Cerchi di eliminare ogni fragilità, o ti lasci educare dalla sua presenza? Scarti chi non serve, o impari che nessuno è inutile agli occhi di Dio? Vivi nella logica dell’efficienza, o nel ritmo della misericordia?

Preghiera

Signore,
insegnami a riconoscerti nei piccoli,
a non fuggire davanti alla fragilità,
a non giudicare secondo l’apparenza.
Fa’ che io sappia restare accanto,
che accolga ogni debolezza come luogo della Tua forza,
e che non scarti mai chi Tu hai scelto come Tuo volto.

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