Uomo, dove sei? – Nel denaro

L’idolo sempre in piedi

Le Borse crollano, i titoli si sgretolano, gli indici ballano come foglie al vento. Eppure l’idolo resta inchiodato sui nostri altari: il denaro, il possesso, il calcolo che promette sicurezza e invece lascia vuoto. Sembra che tutto dipenda da una cifra, da una percentuale, da un rating che sale o che scende. E intanto la fame di senso dilaga più della fame di pane.

Non è solo questione di economia. È questione di cuore. Perché il denaro, quando diventa misura di tutto, prende il posto di Dio. “Non potete servire Dio e la ricchezza” (Mt 6,24). È parola netta, senza scappatoie. Non è il denaro in sé il male, ma l’asservimento ad esso, la fede mal riposta in ciò che non salva.

La domanda che smaschera

“Uomo, dove sei?”, chiede Dio.
Dove sei quando ti consumi dietro fatture e bilanci, dimenticando i volti che contano davvero? Dove sei quando calcoli il valore delle persone secondo quello che possiedono e non per quello che sono? Dove sei quando accumuli senza mai sentirti sazio?

Il Vangelo racconta di un uomo che aveva raccolto un raccolto abbondante. Pensava: “Distruggerò i miei granai e ne costruirò di più grandi; dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, riposati, mangia, bevi e divertiti” (Lc 12,18-19). Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita”. Tutto il calcolo, tutta la previdenza, tutta la logica dell’accumulo non aveva previsto l’unica verità che conta: la vita non è nostra, ma dono fragile e breve.

La grande menzogna del denaro

Oggi viviamo nello stesso inganno. Ci circondiamo di cose, ci assicuriamo contro ogni rischio, accumuliamo per non dipendere da nessuno. Eppure restiamo più soli, più spaventati, più poveri dentro. È la grande menzogna del denaro: promette libertà, ma genera schiavitù. Promette sicurezza, ma accresce ansia. Promette vita, ma lascia deserti.

Dio non ci condanna perché lavoriamo o perché guadagniamo. Ci mette in guardia dal ridurre la vita a questo. Quando l’uomo smette di contare su Dio e conta solo sui propri conti, allora è già povero, anche se i suoi granai sono pieni. “Dove è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore” (Mt 6,21).

Una scelta che decide il cuore

E tu, uomo di oggi, dove sei?
Sei nel vortice di un’economia che divora, o nel cuore di un Padre che provvede? Sei schiavo di ciò che accumuli, o libero di donare? Sei disposto a riconoscere che il pane non basta, ma che “non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4)?

Preghiera

Signore,
liberami dall’illusione del possesso,
dalla paura che mi fa trattenere,
dal calcolo che soffoca la fiducia.
Rendimi ricco solo di Te,
povero abbastanza da dipendere dal Tuo amore,
libero abbastanza da donare senza misura.

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