Introduzione generale

I Novissimi: imparare a vivere con lo sguardo rivolto all’eternità
«Ricòrdati del tuo ultimo giorno e non peccherai mai»
(Sir 7,36)
Viviamo in un tempo che fugge dalla parola “fine”, che censura il pensiero della morte, che disprezza l’eternità perché troppo grande da contenere.
Eppure, la verità non si cancella con il silenzio.
Ogni uomo, credente o no, si affaccia un giorno al mistero del suo destino: chi sono? dove vado? cosa resta?
La tradizione cristiana ha custodito, fin dai primi secoli, una meditazione sapiente e profonda su quelli che la Chiesa chiama “I Novissimi”:
Morte, Giudizio, Inferno, Paradiso.
Non sono fantasmi per spaventare, ma fari che orientano.
Non sono minacce, ma parole di salvezza.
Ci aiutano a vivere con verità, responsabilità, libertà e speranza.
Pensare ai Novissimi non è un pensiero cupo, ma un esercizio d’amore.
È imparare a vivere il presente illuminato dalla meta.
È accogliere la vita come dono e non come possesso.
È ricordare che ogni giorno conta, ogni scelta pesa, ogni istante può essere eterno.
Nel cuore di questi misteri non c’è la paura, ma Cristo.
Lui ha vissuto la nostra morte.
Lui sarà il nostro Giudice: le mani che giudicheranno il mondo sono forate d’amore.
Lui ha vinto l’inferno, ha aperto il Paradiso, ci ha donato la speranza che non delude.
«Non abbiamo qui una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura»
(Eb 13,14)
Chi vive nell’attesa, non fugge dalla terra, ma la abita con il cuore rivolto al cielo.
Chi medita sui Novissimi, impara a scegliere l’essenziale, a non perdere tempo, a vivere da figlio, da fratello, da salvato. Perché l’eternità non inizia dopo, ma adesso.
E solo chi guarda in alto, sa camminare bene anche quaggiù.
Invito alla catechesi
In un tempo che ci distrae dall’essenziale, siamo chiamati a fermarci, a riflettere, a tornare al cuore del Vangelo.
I Novissimi non sono dottrine lontane, ma verità decisive, capaci di illuminare ogni scelta, ogni prova, ogni attesa.
Per questo ti invitiamo a seguire questo ciclo di catechesi, nato dalla Parola, nutrito dalla Tradizione della Chiesa, scritto per chi cerca luce sul proprio cammino.
Morte, Giudizio, Inferno, Paradiso: quattro tappe, un solo destino.
Non per spaventarci, ma per prepararci.
Non per chiuderci nella paura, ma per aprirci alla speranza.
Non per parlare della fine… ma del compimento.
«Volgiamo lo sguardo a Gesù, autore e perfezionatore della fede»
(Eb 12,2)
Camminiamo insieme.
Guardando oltre.
Vivendo in profondità.
Desiderando il Cielo.