Stare fermi come atto di fede

Parola di Dio
«Fermatevi! Sappiate che io sono Dio. Eccelso tra le genti, eccelso sulla terra.»
(Salmo 46,11)
Riflessione spirituale
Viviamo nel tempo dell’agitazione: tutto corre, tutto spinge, tutto pretende. Anche la preghiera, a volte, rischia di diventare un fare, un accumulare parole, un tentare di convincere Dio. Ma esiste una preghiera antica, silenziosa, disarmata: la preghiera del corpo fermo.
Stare fermi non è solo immobilità fisica: è un atto di fede profondo, un “sì” detto con il corpo alla presenza di Dio. È come dirgli: “Tu sei Dio, io no. Io attendo. Io confido. Io mi arrendo all’amore.”
Quando il corpo si fa stabile, quando la schiena si raddrizza e le mani si aprono o riposano, anche l’anima ascolta meglio. È come stare in piedi sulla soglia del Mistero, senza invaderlo. Stare fermi davanti a Dio è come inginocchiarsi dentro, è come dire con tutto se stessi: “Io sono qui. E Tu sei qui.”
Francesco d’Assisi, spesso in estasi prolungata e silenziosa, non aveva bisogno di molte parole: il suo cuore bruciava d’amore e il suo corpo ne diventava preghiera. Anche lui, come tanti santi, ha scoperto che quando il corpo tace, Dio può parlare più forte.
Stare fermi è difficile. Perché nel fermarci incontriamo noi stessi, e a volte ci scopriamo fragili, impauriti, inquieti. Ma è proprio lì che può nascere l’incontro vero, l’abbandono, la fede nuda.
Domanda per interiorizzare
Che cosa mi impedisce di fermarmi davvero, fuori e dentro? Riesco ad affidare a Dio il tempo del silenzio senza dover sempre “fare”?
Piccolo impegno
Dedica oggi cinque minuti a una preghiera di silenzio e immobilità. Siediti o mettiti in piedi in un luogo tranquillo, respira profondamente e resta semplicemente lì, presente e offerto, senza parole, solo per Dio.
Preghiera finale
Dio del silenzio e della presenza,
insegnami a fermarmi
quando il mondo mi spinge a correre.
Fa’ che il mio corpo diventi preghiera,
che la mia immobilità sia apertura,
che il mio stare sia fiducia.
Nella quiete, Tu parli.
Nel fermarmi, Tu operi.
Eccomi, Signore, sono qui:
non per fare, ma per stare.
Per essere Tuo.
Amen.