
Sulle vette dove l’anima si illumina
«Il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce»
(Mt 17,2)
Ci sono parole che non descrivono: brillano.
La Trasfigurazione è una di queste. Non è un semplice episodio del Vangelo. È un sigillo di luce impresso nel cuore della Rivelazione, una breccia aperta sull’eternità, un lampo che squarcia la notte del nostro cammino per dirci chi è Gesù e chi siamo chiamati a diventare.
Una vetta che chiama
La Trasfigurazione avviene su un monte alto, perché le rivelazioni più pure non si compiono nella pianura dell’abitudine. Serve salire, separarsi, lasciare dietro ciò che pesa, ciò che distrae, ciò che trattiene. Pietro, Giacomo e Giovanni vengono condotti da Gesù “in disparte, su un alto monte”: è un’elezione e insieme una chiamata al distacco.
Ogni anima che ama Dio è, prima o poi, condotta sul monte. Non perché vi sia gloria da contemplare, ma perché è sul monte che si capisce la croce. La luce viene prima della notte, per restare accesa dentro la notte.
Il volto come il sole
Gesù si trasfigura.
Non cambia: si rivela.
Quello che i discepoli vedono non è altro da ciò che Gesù è sempre stato. Ma ora, per pochi attimi, la carne si fa trasparente alla divinità, e la gloria nascosta irrompe come il sole al mattino.
È questo il mistero: la gloria non viene dopo il dolore, ma lo abita. È già dentro. La bellezza non è evasione: è presenza trasformata.
E la carne dell’uomo è capace di Dio.
Mosè ed Elia: la Legge e i Profeti
Accanto a Gesù compaiono Mosè ed Elia. Il Sinai e il Carmelo. L’Esodo e il Fuoco. Il passato si inginocchia davanti al presente eterno. Tutto converge in Cristo.
È Lui il senso di ogni Parola.
Lui, Verbo fatto carne, illumina ogni Scrittura e compie ogni attesa.
Mosè ed Elia parlano con Lui del suo esodo (Lc 9,31): parlano della Croce. La gloria non si oppone alla passione, ma la contiene come la brace contiene la fiamma.
Una tenda per l’eternità
Pietro, stordito dallo splendore, propone di piantare delle tende. È il desiderio segreto di ogni anima toccata da Dio: fermare l’attimo dell’estasi. Ma non si può.
Dio si lascia vedere solo per renderti capace di seguirlo quando scompare alla vista.
Il monte non è il traguardo. È una sosta d’amore per affrontare il cammino.
La luce serve per non smarrirsi nella valle.
Questi è il Figlio mio: ascoltatelo
La voce del Padre avvolge tutto: “Ascoltatelo”.
Non dice: guardatelo.
Perché il vero incontro non è nell’estasi visiva, ma nell’ascolto obbediente.
Solo chi ascolta, è trasfigurato.
Trasfigurazione e vita quotidiana
Il rischio è di relegare la Trasfigurazione a un evento raro, mistico, irripetibile. Invece accade ogni giorno.
Ogni volta che ami oltre la misura,
ogni volta che perdoni nel buio,
ogni volta che credi nella notte,
ogni volta che piangi e continui a sperare…
sei trasfigurato.
È come se la tua vita, per un attimo, si lasciasse trapassare da una luce che viene da Altrove.
E tu resti lo stesso… ma cambiato per sempre.
Il segreto della luce
La Trasfigurazione ci dice che Dio è luce che abita la carne. E che ogni carne — anche la tua — può diventare luogo di rivelazione.
La santità non è diventare altro, ma lasciar trasparire l’Amore che ci abita.
Oggi, nel giorno della Trasfigurazione, non fuggire il tuo monte.
Salilo. Fermati. Lasciati ferire dalla luce.
E quando scenderai… sarai luce per altri.
Non ti accorgerai nemmeno di brillare.
Ma chi ti incontrerà… si accorgerà di Dio.