Lunedì della XXI settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

VANGELO   (Mt 23,13-22) Guai a voi, guide cieche.
imagesCAKDKLY0 In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli  davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare  nemmeno quelli che vogliono entrare. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra  per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno  della Geènna due volte più di voi. Guai a voi, guide cieche, che dite: “Se uno giura per il tempio, non  conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato”.  Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che rende  sacro l’oro? E dite ancora: “Se uno giura per l’altare, non conta nulla;  se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato”.  Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra  l’offerta? Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per  quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e  per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di  Dio e per Colui che vi è assiso».

Commento

E’ stato proprio Gesù che, con l’Incarnazione ha aperto i cieli, chiusi dal peccato dell’uomo. L’immagine dei cieli aperti indica quella profonda ed intima comunione con Dio per il quale siamo tutti predestinati e che avevano perduto con l’originaria innocenza. I cieli si aprono al Battesimo di Gesù al Giordano; evento che inaugura la missione pubblica dello stesso Gesù e che prefigura, nel mistero della Trinità, il mistero Pasquale come mistero di salvezza. La partecipazione a questi misteri, misteri d’amore, è vista proprio come l’apertura dei cieli. Santo Stefano, nel suo martirio glorioso, contempla già il Volto di Dio attraverso i cieli aperti. L’ammonizione di Gesù ai farisei riportato dal brano odierno, significa l’incapacità dei cuori dei suoi ascoltatori ad aprirsi al nuovo Regno di Dio che irrompe. L’aspettativa messianica che pur era viva tra i contemporanei di Gesù, perde perciò tutta la sua forza redentiva; il Messia da loro cercato doveva compiere i loro piani umani, si chiudono quindi al piano della salvezza di Dio. Il messaggio delle Beatitudini risuona, quindi, in modo sordo nei loro cuori, inefficaci di comprenderne a pieno tutta la forza redentrice e salvifica. L’insegnamento di Gesù diventa solo una collezione di buone norme morali. Gesù diventa soltanto istruttore da eliminare quando dà troppo fastidio. Cosa dice ai nostri cuori, allora oggi la Parola di Dio? Per ognuno di noi i cieli sono stati aperti nel battesimo, siamo capaci di vivere nella coerenza di questa realtà d’amore?   

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