Confessione: la porta del pentimento

Confessione, il Sacramento della confessione dei peccati è la porta d’ingresso per la quale un peccatore passa sul vero sentiero cristiano. Si tratta del primo e indispensabile atto che è necessario per quella persona che decide di cambiare il proprio comportamento, di abbandonare l’abitudine del peccato, e di seguire una santa vita cristiana. Il peccatore si amore di Diotrova di fronte a una certa difficoltà quando vuole confessarsi, a causa della vergogna. Che ciascuno di noi sappia, tuttavia, che questa piccola vergogna che proviamo a confessare i nostri peccati a una singola persona ci libererà dalla grande vergogna che proveremo nel giorno del giudizio, quando i nostri peccati saranno rivelati davanti a tutti gli uomini. È pertanto necessario sopportare la vergogna della confessione. Prendiamo nota di un fatto del quale molti non sono consapevoli: la confessione non solo cancella ogni peccato che confessiamo, ma ci da inoltre la forza di non commettere tale peccato un’altra volta.
A conferma di ciò, San Simeone il Nuovo Teologo cita il 122° canone del Sinodo di Cartagine: “Chiunque dica che la grazia di Dio, che possiamo vantare attraverso Gesù Cristo nostro Signore, è unicamente in grado di rimettere i peccati di quanti si sono già sviati, e non sostenga che essa aiuta anche n non commettere altri peccati, sia anatema.”
Ciò che alcuni fanno per ignoranza, vale a dire, confessare i propri peccati di fronte a un’icona di Cristo e non a un prete, è uno sbaglio. Perché i peccati vengano rimessi, è necessario che il nostro padre spirituale legga per noi la preghiera del perdono, ponendoci la mano sul capo.
Dobbiamo confessare i nostri peccati con tutta serietà, con sentimento e, se possibile, con lacrime per i nostri peccati. Chi nasconde un peccato per vergogna e non lo confessa, non otterrà nulla di buono dal mistero della confessione.
San Nicodemo l’Aghiorita
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