Tu mi conosci fin dal grembo

Contemplare il dono dell’essere

Parola di Dio

“Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo: perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere.”

(Salmo 139,13-14)

“Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo.”
(Geremia 1,5)

Riflessione spirituale

C’è un luogo dove Dio ha parlato il nostro nome, prima che alcuno lo conoscesse. Un luogo di silenzio, di tenerezza, di mistero: il grembo materno. È lì che è iniziato il nostro viaggio. Ed è lì che Dio ha posato il primo sguardo su di noi.

Contemplare il dono dell’essere è tornare a quel momento iniziale, in cui non abbiamo fatto nulla, ma tutto ci è stato donato. È riconoscere che la nostra vita non è frutto del caso, ma dell’amore. È dire con stupore: “Io sono perché Tu mi hai pensato”.

San Francesco non aveva bisogno di titoli per sentirsi amato. La sua gioia nasceva dal sapere di essere creatura: piccolo, povero, fragile… ma pensato e voluto da Dio. Per questo lodava, cantava, danzava: perché tutto era dono.

Anche noi siamo chiamati a questo sguardo originario, capace di vedere la vita non come un peso da portare, ma come un miracolo da custodire. In un mondo che misura il valore secondo l’utile, la produttività, il successo, il Vangelo ci ricorda che valiamo perché siamo.

Tu sei un prodigio. Non perché fai, ma perché sei. Ogni giorno, Dio rinnova il suo “sì” alla tua esistenza.

Domanda per interiorizzare

So guardarmi come dono? So dire “grazie” per il semplice fatto di esistere, al di là dei miei meriti o insuccessi?

Piccolo impegno

Prenditi qualche minuto per rileggere la tua storia come un dono: dalla nascita a oggi. Scrivi una breve lode o preghiera personale, riconoscendo ciò che sei con gratitudine.

Preghiera finale

Signore mio Creatore,
mi hai pensato prima che il mondo mi vedesse,
mi hai formato nel silenzio del grembo
con mani d’amore e occhi di luce.
Insegnami a meravigliarmi della mia vita,
a lodarti per ciò che sono,
a vivere ogni giorno come un “grazie” vivente.
Amen.

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