Il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. (Mt 25, 14-30)
Il Signore verrà. Mi chiederà conto di tutti i minuti vissuti della mia vita. Nemmeno uno sarà passato sotto silenzio. Nel suo libro tutto è scritto di me, anche le parole oziose, vane, di accomodamento del Vangelo, di sovvertimento della verità, di pigrizia, ignavia, superficialità. Mi chiederà conto di ogni mio gesto, santo, meno santo, di grazia o di peccato, di impegno oppure di grande indolenza. Anche sui pensieri sarò interrogato. Avrei potuto pensare bene e invece ho pensato male. Avrei potuto produrre cose più eccellenti, invece sono rimasto nella mediocrità. Di tutto il mio corpo dovrò rendergli ragione, oltre che del mio spirito e della mia anima. Se sono stato esemplare in ogni cosa, oppure mi sono servito di esso per produrre solo scandali e iniquità. Anche il corpo è soggetto alla legge del dono.