
C’è una domanda che attraversa i secoli come un’eco insistente.
La si sente tra gli alberi del giardino, quando Adamo si nasconde per paura dopo aver tradito l’Alleanza. È la voce di Dio che chiama: “Uomo, dove sei?” (Gen 3,9).
Da allora quella domanda non ha mai smesso di risuonare.
È la domanda che ci sorprende nei giorni bui, quando le nostre certezze crollano. È la domanda che ci rincorre quando ci allontaniamo, quando fuggiamo da noi stessi. È la domanda che, oggi come allora, Dio rivolge all’umanità ferita.
Non è la voce di un giudice implacabile, ma di un Padre che cerca.
Non ci chiama per condannarci, ma per ritrovarci. Ci cerca nonostante le nostre fughe, le nostre maschere, i nostri silenzi. È una domanda che inquieta e consola insieme: ci mette davanti alla verità di noi stessi, ma nello stesso tempo ci ricorda che non siamo soli.
Questa serie nasce da qui: dall’intreccio tra la voce di Dio e le ferite del nostro tempo.
Non vuole offrire spiegazioni semplici, né soluzioni immediate. Vuole lasciare che il lettore senta quella domanda rinnovata dentro di sé. Vuole dare spazio a Dio che parla, e all’uomo che prova a rispondere.
Ogni articolo sarà un frammento di dialogo.
Ci troveremo davanti a guerre che non smettono di insanguinare la terra, e Dio griderà: “Uomo, dove sei, quando alzi la mano contro tuo fratello?”.
Vedremo la corsa affannata verso piaceri sempre nuovi, e Dio domanderà: “Uomo, dove sei, quando insegui ciò che ti accende un istante e ti lascia più vuoto di prima?”.
Vedremo città piene di luci ma svuotate di figli, e Dio domanderà con tenerezza: “Uomo, dove sei, quando smetti di generare vita e speranza?”.
Ascolteremo il ronzio ossessivo dell’economia e del denaro, e Dio sussurrerà: “Uomo, dove sei, quando conti solo sui tuoi conti?”.
Scenderemo nelle notti del dubbio, quando il dolore sembra negare la fede, e Dio rimarrà muto nella croce: “Uomo, dove sei, quando non riesci più a credere?”.
Ci accorgeremo degli scarti: gli anziani soli, i deboli invisibili, i piccoli senza voce, e Dio attenderà lì: “Uomo, dove sei, quando abbandoni chi ho scelto come mio volto?”.
Sentiremo il frastuono che ci assorda, il rumore che ci impedisce di ascoltare, e Dio richiamerà con pazienza: “Uomo, dove sei, quando non presti più l’orecchio al mio sussurro?”.
E infine, nel desiderio universale di pace, scopriremo che non si tratta di una tregua fragile, ma di un dono che Dio tiene pronto: “Uomo, dove sei, quando cerchi pace lontano da Me?”.
Non sarà un percorso teorico. Sarà una ricerca condivisa.
Chi leggerà forse si riconoscerà in un frammento, forse si sentirà provocato, forse troverà una consolazione inattesa. L’importante è lasciarsi raggiungere da quella voce che non smette di chiamare: “Uomo, dove sei?”.
Il resto lo scopriremo strada facendo, lasciando che sia Dio a guidare i nostri passi.