Mercoledì della XV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

VANGELO (Mt 11,25-27)
Hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.

In quel tempo, Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 
Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

Commento

Oggi Gesù detta al mondo intero il vero principio per una perfetta, giusta, santa, sempre attuale, piena, completa, costantemente aggiornata conoscenza di Dio. Questo vero principio non è una formula teologica, non è una parola o un concetto, non è neanche la Scrittura Antica o il Nuovo Testamento, così come oggi lo si possiede. Questo principio è una persona. È Gesù stesso.
Dio, atto puro, natura spirituale, purissimo spirito non può essere conosciuto naturalmente dalla creatura umana, anche se fatta da Lui ad sua immagine e somiglianza. L’uomo lo conosce se Dio gli si rivela. Dal momento stesso della creazione dell’uomo e della donna, dell’uomo senza la donna e della donna dall’uomo e per l’uomo, sempre Dio si è rivelato.
La rivelazione prima e dopo Cristo Gesù è stata fatta con parole, con profezie, con preghiere, con proverbi, con canti di saggezza, con racconti di eventi e di avvenimenti. Non c’era però corrispondenza perfetta tra la verità proferita e la verità compresa, tra la storia annunziata e la perfetta conoscenza di Dio. La discrepanza era più che la concordanza. La mancata verità era più che la verità. La disuguaglianza era grande.
Con Cristo Gesù la rivelazione è incarnazione, vita, opera, misericordia, perdono, miracolo, segno, prodigio, profezia, parola, fatti, eventi, avvenimenti. È crocifissione, morte, risurrezione. La rivelazione è tutta nella visibilità della sua Persona e in ogni cosa detta e fatta per mezzo di essa. Non c’è più alcuna discrepanza, disuguaglianza, imperfezione, incompiutezza, cattiva interpretazione, incomprensione.
Gesù è la verità piena di Dio, tutta la verità. Non solo. È anche tutta la carità, la misericordia, la compassione, la giustizia, la santità, la pietà. L’amore, la Parola, la vita del Padre. È tutto questo nella visibilità della carne, del corpo, del tempo, della storia, degli eventi, dei fatti concreti, operati pubblicamente, alla presenza di tutti.
Un solo atto, un solo avvenimento, una sola parola, una sola verità, una sola profezia, un solo comportamento nostro che dovesse differire o essere in qualche modo in contrasto con la Persona, l’opera, la vita, la parola di Gesù Signore, attesta la nostra falsità o la nostra non piena conoscenza del Padre suo.
Cristo Gesù è la vera manifestazione del Padre. Conosce il Padre chi conosce Cristo Gesù. Chi non conosce Cristo Gesù non conosce il Padre. Se lo conosce, lo conoscerà in modo parziale, non vero, non perfetto, non pieno. Lo conoscerà in un miscuglio di verità e di falsità, di perfezione e di imperfezione. Lo conoscerà soltanto per sentito dire, per immaginazione, per raffigurazione, per racconto, per diceria, per invenzione, per filosofie varie, per una qualche altra via umana. Mai lo potrà conoscere nella pienezza della sua perfezione perché essa è data dall’unica via che Dio ha stabilito per noi: Cristo Gesù, suo Figlio Unigenito Incarnato e nostro Signore.
Il vero Dio è dal vero Cristo. Quanti non hanno il vero Cristo non possiedono il vero Dio. Quanti sono lontano da Cristo Gesù sono anche lontano dal Padre suo celeste.

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