Venerdì della III settimana di Avvento

VANGELO (Gv 5,33-36)
Giovanni era la lampada che arde e risplende.

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:
«Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato».

Commento

Un peccato frequente negli uomini di tutti i tempi è la dimenticanza, l’oblio del passato, anche di quello che annulla il ricordo delle meraviglie che Dio ha compiuto a nostro favore e degli impegni che noi abbiamo liberamente contratto con Lui, primo fra tutti quello della fedeltà all’alleanza e alle promesse battesimali. L’oscuramento della memoria è come un velo nero che il maligno stende sulla nostra coscienza. Cancella i sensi di colpa e ci immerge in un pericoloso torpore, come un preludio di morte. Quello che fa dire ripetutamente a San Paolo; «E’ ormai tempo di svegliarsi dal sonno», «Svegliati, o tu che dormi, destati dai morti e Cristo ti illuminerà». Oggi a svegliarci è la figura davvero maestosa di Giovanni Battista. È Gesù a descriverlo: dice di lui che è più di un profeta, è un nobile ed eroico testimone, è la “voce” che grida nel deserto e preannuncia la sua venuta, gli prepara la via, lo battezza nel Giordano e l’addita come “l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”. Arriva a dire che tra i nati di donna non vi è alcuno più grande di Giovanni Battista. Il battesimo del Battista nelle acque del Giordano doveva servire come iniziale purificazione e segnare i primi passi verso la conversione; quel parziale risveglio che poteva preludere alla totale purificazione che Cristo stesso opererà con la sua passione e morte. Il tradimento che rischia di diventare irreparabile è quello che si commette con il rifiuto, il “no” all’Amore che perdona. È il peccato contro lo Spirito Santo, il peccato imperdonabile. Che non capiti mai a nessuno.

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