Santa Margherita d’Ungheria

Santa Margherita d'Ungheria

Il processo canonico per dichiararla santa è incominciato nel 1271, sotto Gregorio X. La canonizzazione è avvenuta nel 1943, con Pio XII. Un iter complessivo di 672 anni. Lei è figlia di re Béla IV d’Ungheria.E prima che venga al mondo, sul suo Paese piomba l’invasione mongola comandata da Batu, nipote di Gengis Khan: dopo aver devastato e saccheggiato i territori russi, ucraini e polacchi, dilaga in Ungheria, e in una battaglia campale disperde le truppe comandate da Béla IV, con ungari, croati, tedeschi e templari francesi. La famiglia reale d’Ungheria si rifugia in Dalmazia.
La regina sta per partorire, e già si decide che, se nascerà una bambina, l’accoglierà un convento. È un voto, per la salvezza dell’Ungheria. Così, sui tre-quattro anni, eccola già accolta nel convento domenicano di Santa Caterina, a Veszprém; e intanto nasce per lei un’altra casa di suore presso Buda, su un’isoletta del Danubio che si chiamerà poi Isola Margherita.
Niente vocazione, dunque: hanno fatto tutto i genitori. I quali poi, nel 1260, vogliono farla maritare al re Ottocaro II di Boemia, col quale l’Ungheria ha fatto pace dopo una guerra sfortunata. Lei, al momento, ha diciotto anni, e dice di no. Ottocaro sposerà una sua sorella. Poi Margherita fa di più: se finora era nel convento una sorta di illustre ospite, ora si fa domenicana. La vocazione è arrivata adesso, come lei dice al suo confessore, il domenicano frate Marcello. Dopo di lei arrivano in convento altre figlie dell’aristocrazia ungherese. Forse anche loro“chiamate”. Oppure forse spinte dall’ambizione di andare a star bene accanto alla figlia del re, mettendo insieme una piccola corte.
Non così la pensa Margherita. Certo, tiene presenti anche le vicende di fuori. Anzi, nel 1265 si impegna per mettere fine a una guerra di famiglia. Suo fratello Stefano V (tre anni più di lei) si è ribellato al padre Béla IV, che pure lo aveva associato al trono; e gli fa addiritturala guerra. Margherita a questo punto interviene e riconcilia padre e fratello. Ma come religiosa non si fa sconti: lì non è più la figlia del re. I suoi connotati di religiosa si trovano nelle deposizioni di un centinaio di testimoni, che nel 1276 (sei anni dopo la morte) depongono davanti a due delegati pontifici giunti da Roma per indagare sulla sua fama di santità. E qui troviamo una donna che vive la Regola, e vi aggiunge pure del suo, dedicandosi a una continua opera di imitazione di Gesù nella sofferenza fisica e nell’umiliazione. Si fa leggere molto spesso il racconto della Passione, e lo ascolta in piedi. Si priva di cibo e di riposo per il desiderio di vicinanza al Signore sofferente. Cerca persino di cancellare dal viso ogni traccia di bellezza. E dal suo convento sul Danubio si ritrova in sintonia con lo spirito dei movimenti di disciplinati e penitenti, che si diffondono in Europa.
Dopo la morte, ecco le voci dei miracoli presso la sua tomba, nel coro del convento (abbandonato e poi distrutto nel XVII secolo). Comincia l’inchiesta per la canonizzazione, e sarà molto lunga, ma il suo nome gira per l’Europa. Nel 1425, in Francia, Giovanna d’Arco si sente chiamata, da “voci” misteriose, a rafforzare la propria fede e a liberare la Francia. Al processo che finirà col supplizio, Giovanna darà alle “voci” un nome: «Michele arcangelo, Caterina da Siena e Margherita d’Ungheria».


Autore:
Domenico Agasso

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