Santa Teresa di Gesù Bambino

VANGELO (Lc 9,57-62)
Ti seguirò dovunque tu vada.

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In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

Commento

Se vi rivolgete ad una persona per chiedere una collaborazione, quale miglior risposta potrebbe esserci se non “qualunque cosa tu faccia io ci sarò”. Parole che indicano fiducia totale e illimitata verso quella persona. Questo è quello che Dio vuole da noi, fiducia piena. Chi nella vita non ha subito qualcosa di male? Una brutta malattia, la morte di un figlio, un terremoto, la perdita del lavoro, un furto? In molti, davanti a tali eventi, si scoraggiano, perdono la fede, lasciano la mano del Signore convinti che senza di Lui le cose andranno meglio. Stolti. Gesù passeggia nel mondo e qui ci sono mille situazioni negative, sarebbe impossibile passarvi attraverso indenni. Non possiamo sapere perché Dio non intervenga, ma credo, anzi ne sono convinto, che spesso non agisca per amore. Si, per amore, perché la vita terrena è fatta così, con pene e dolori attraverso i quali tutti devono passare per lavarsi le vesti al fine di arrivare puliti in Paradiso. La vita non è una passeggiata in riva al mare in una bella sera d’estate, bensì un percorso ad ostacoli, alcuni dei quali possiamo aggirarli, altri evitarli, ma la maggior parte siamo costretti ad affrontarli. Ed allora, non è meglio farli facendoci tenere la mano da Dio in persona? Egli non ci obbliga, ma dolcemente si propone di accompagnarci in questo nostro cammino per il mondo, perché non accogliere il Suo invito? Molti lo fanno, aanno in chiesa, pregano, credono nel profondo del cuore che il Signore esista, ma alla prima grossa difficoltà scuotono la testa e si allontanano da Lui delusi per non essere stati aiutati. Non ho però mai visto nessuno che, dinanzi ad una difficoltà, dopo aver abbandonato Gesù, si sia risollevato risolvendo da solo quel problema. Farsi accompagnare da Dio è come chiedere ad un amico di starci vicino sia quando gioiamo, sia nel momento del bisogno. Mai pretenderemmo da quell’amico che risolva una situazione per noi, gli chiediamo solo di tenerci la mano. Se una persona muore nonostante le nostre tantissime preghiere, non è detto che il Signore non ci abbia aiutato, probabilmente lo ha solo fatto in un modo che a volte non capiamo, o almeno non come avremmo pensato e sperato. Il decesso fisico di un uomo altro non è che l’inizio per lui di una nuova, bellissima vita, ed anche per noi potrebbe significare un nuovo inizio verso qualcosa che non conosciamo e che ci darà gioia.
La cosa importante è non perdere mai la fiducia in Cristo, tenere sempre la Sua mano, specie nel momento della difficoltà ed imparare ad accettare tutto ciò che ci arriva, sia che appaia sotto forma di cosa piacevole, sia che sembri qualcosa di doloroso.
Pensate se ad un bambino regalassero tutti i giorni caramelle e cioccolato e lo lasciassero libero di mangiarne quanto vuole. Si sentirebbe male, non avrebbe a lungo andare le proteine necessarie, e faticherebbe a vivere. Ma i suoi genitori, che sanno meglio di lui ciò si cui ha bisogno, dosano le caramelle ed il cioccolato a favore di carne e verdure che lui tanto odia, ma che gli fanno tanto bene per la sua vita futura.
Ecco, nella vita ci vogliono le gioie, ma occorrono anche le difficoltà per prepararci alla vita eterna. Le mie sono soltanto teorie, ma le difficoltà, che ci piacciono o meno, che crediamo oppure no, ci sono comunque, ed allora non è meglio affrontarle facendoci tenere la mano da Dio, che se non riterrà opportuno farci evitare l’inciampo, sarà senz’altro vicino a noi a lenire le nostre ferite, a consolarci, a indicarci la via da seguire.
Con me l’ha fatto e posso dirvi che se nel mio cuore, dopo quasi 27 anni, soffro ancora per la perdita della mia mamma, non mi sono pentito di aver ringraziato Dio per averla portata in Paradiso. Dalla sua morte è nato un altro Riccardo, è nata l’Associazione, sono nate tante speranze nei cuori di chi soffre, tanti bambini sono usciti dalla sofferenza. Come non vedere in tutto questo un disegno di Dio? Ma al momento in cui la mia mamma è morta non potevo nemmeno lontanamente immaginare cosa sarebbe accaduto negli anni successivi, ma ho avuto fiducia nel Signore, sapevo che non mi avrebbe abbandonato, sapevo che tutto ciò che stava accadendo aveva una sua motivazione, anche se non la capivo e forse non l’avrei mai potuta comprendere. Così non è stato, Gesù mi ha tolto il velo dagli occhi mostrandomi il Suo progetto, invitandomi a seguirLo, a continuare ad avere fiducia in Lui, e così è stato. Se tornassi indietro non cambierei una sola virgola, certo che l’Amore di Dio per me sia stato grandissimo, forse come ricompensa per averLo seguito accettando la Sua Volontà.
Davanti ad un’avversità lottate, pregate, ma non ribellatevi, non ingiuriate Dio, non allontanatevi da Lui se le cose non vanno nel modo in cui avreste voluto. Fidatevi. Il Signore vi sarà sempre vicino con amore, anche quando sembrerà che siate rimasti soli a piangere sulle vostre disgrazie.

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