San Pio da Pietrelcina

VANGELO   (Lc 8,16-18) La lampada si pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
padrepioIn quel tempo, Gesù disse alla folla: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un  letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».

 

Commento

Gesù vuole i suoi discepoli saggi, intelligenti, capaci di grande discernimento, aperti alla più grande verità. Li vuole con uno spirito di sapienza vivo, in tutto simile a ciò che la Scrittura Antica dice della sapienza: “La sapienza è un tesoro inesauribile per gli uomini; chi lo possiede ottiene l’amicizia con Dio. Ho conosciuto tutte le cose nascoste e quelle manifeste, perché mi ha istruito la sapienza, artefice di tutte le cose. In lei c’è uno spirito intelligente, santo, unico, molteplice, sottile, agile, penetrante, senza macchia, schietto, inoffensivo, amante del bene, pronto, libero, benefico, amico dell’uomo, stabile, sicuro, tranquillo, che può tutto e tutto controlla, che penetra attraverso tutti gli spiriti intelligenti, puri, anche i più sottili. La sapienza è più veloce di qualsiasi movimento, per la sua purezza si diffonde e penetra in ogni cosa. È effluvio della potenza di Dio, emanazione genuina della gloria dell’Onnipotente; per questo nulla di contaminato penetra in essa. È riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell’attività di Dio e immagine della sua bontà. Sebbene unica, può tutto; pur rimanendo in se stessa, tutto rinnova e attraverso i secoli, passando nelle anime sante, prepara amici di Dio e profeti. Dio infatti non ama se non chi vive con la sapienza. Ella in realtà è più radiosa del sole e supera ogni costellazione, paragonata alla luce risulta più luminosa; a questa, infatti, succede la notte, ma la malvagità non prevale sulla sapienza” (Cfr Sap 7,13-30). È proprio della sapienza conoscere il fine delle cose e le modalità per la loro giusta realizzazione. Invece lo stolto non conosce né fine e né modalità e per questo consuma la sua vita in una esistenza chiusa in se stessa, senza alcuna apertura né alla vera trascendenza né verso i fratelli.
Il discepolo di Gesù è invece persona che deve arricchire gli altri offrendo loro il dono della sua scienza, sapienza, intelligenza, luce con le quali il Signore lo ha arricchito. È proprio della sapienza donarsi così come è proprio della luce illuminare. Il sapiente che non rende sapiente il mondo è uno stolto, un insipido, un innaturale. La luce che non illumina e non riscalda di certo non è luce, ma tenebra. È così della sapienza che non rende sapiente ogni uomo. Essa è stoltezza, non sapienza, non saggezza, non intelligenza, non luce soprannaturale.
Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».
Il Vangelo è l’unica vera sapienza, l’unica vera luce, l’unica e sola vera intelligenza data da Dio all’uomo. Con la sapienza del Vangelo il discepolo di Gesù deve fare sapienti tutti i suoi fratelli. Come? Non nascondendo questa luce nel suo cuore o nella sua coscienza, ma facendola apparire, rendendola manifesta in ogni sua opera, decisione, atto del suo corpo. Anche le sue più piccole manifestazioni del suo corpo devono respirare saggezza e sapienza evangelica, così l’uomo potrà fare visibilmente, operativamente, storicamente, e non solo concettualmente, la differenza tra la stoltezza e la sapienza, tra le tenebre e la luce, tra la verità e la falsità.
È questa la sapienza del discepolo di Gesù: illuminare di luce evangelica tutta la storia. Togliere dalle tenebre la sua vita e mostrarla in piena luce, sempre, in ogni luogo, qualsiasi cosa faccia, dica, pensi, operi. Non c’è luogo sulla terra nel quale la sapienza non debba e non possa risplendere. Il Vangelo non è per le sacrestie, ma per le piazze, gli stadi, le scuole, i mercati, i tribunali, gli uffici, i parlamenti, le corti, le regge.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi, dateci la vera sapienza. 

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