Impressione delle stimmate di San Francesco

Vangelo   (Lc 9, 23-26) Chi perderà la propria vita per me, la salverà.

stimmate di s. francesco.2In quel tempo, Gesù diceva a tutti: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso? Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell’uomo, quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi».  Francesco,  mediante le sacre Stimmate, prese l’immagine del Crocifisso

    Dalla «Legenda minor» di san Bonaventura                                                           Francesco,  servo fedele e ministro di Cristo, due anni prima di rendere a Dio il suo  spirito, si ritirò in un luogo alto e solitario, chiamato monte della Verna,  per farvi una quaresima in onore di san Michele Arcangelo. Fin dal principio,  sentì con molta più abbondanza del solito la dolcezza della contemplazione  delle cose divine e, infiammato maggiormente di desideri celesti, si sentì  favorito sempre più di ispirazioni dall’alto. Un mattino, verso la festa dell’Esaltazione della santa Croce;  raccolto in preghiera sulla sommità del monte, mentre era trasportato in Dio  da ardori serafici, vide la figura di un Serafino discendente dal cielo. Aveva  sei ali risplendenti e fiammanti. Con volo velocissimo giunse e si fermò,  sollevato da terra, vicino all’uomo di Dio. Apparve allora non solo alato ma  anche crocifisso. A  questa vista Francesco fu ripieno di stupore e nel suo animo c’erano, al  tempo stesso, dolore e gaudio. Provava una letizia sovrabbondante vedendo  Cristo in aspetto benigno, apparirgli in modo tanto ammirabile quanto  affettuoso ma al mirarlo così confitto alla croce, la sua anima era ferita da  una spada di compaziente dolore. Dopo un arcano e intimo colloquio, quando la visione disparve,  lasciò nella sua anima un ardore serafico e, nello stesso tempo, lasciò  nella sua carne i segni esterni della passione, come se fossero stati impressi  dei sigilli sul corpo, reso tenero dalla forza fondente del fuoco.   Subito incominciarono ad apparire nelle sue mani e nei suoi piedi  i segni dei chiodi; nell’incavo delle mani e nella parte superiore dei  piedi apparivano le capocchie, e dall’altra parte le punte. Il lato destro  del corpo, come se fosse stato trafitto da un colpo di lancia, era solcato da  una cicatrice rossa, che spesso emetteva sangue.        Dopo che  l’uomo nuovo Francesco apparve insignito, mediante insolito e stupendo  miracolo, delle sacre stimmate, discese dal monte. Privilegio mai concesso nei  secoli passati, egli portava con sé l’immagine del Crocifisso, non scolpita  da artista umano in tavole di pietra o di legno, ma tracciata nella sua carne  dal dito del Dio vivente.

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