Giovedì della XII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

VANGELO   (Mt 7,21-29) La casa costruita sulla roccia e la casa costruita sulla sabbia.
casaIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli,  ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno  molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel  tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demoni? E nel tuo  nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò  loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate  l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà  simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia.  Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si  abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla  roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica,  sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia.  Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si  abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del  suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e  non come i loro scribi.

Commento

Nella storia dei regni, delle nazioni come in quella delle famiglie e della singole persone si incontrano dei periodi belli ma anche oscuri, di sofferenza e a volte di distruzione. Così avviene del Regno di Giuda che viene ridotto in cenere da Nabucodonosor che si impadronisce di Gerusalemme, distrugge tutte le sue fortificazioni, deporta il re Joiachim, la sua famiglia, quelle della gente più ragguardevole, lasciando solo i più poveri e inoffensivi per la coltivazione della terra. E’ la grande deportazione in Babilonia, quella che viene chiamata “schiavitù di Babilonia”. Dinanzi a questa distruzione, ci si chiede il motivo… E il motivo è così indicato dal sacro testo: “Joiachim fece ciò che è male agli occhi del Signore!” Quest’affermazione non potrebbe darci una chiave di lettura delle sventure che piombano su nazioni, famiglie e individui? Quanti mali ci producono i nostri errori, le trasgressioni, l’avidità di ricchezza e di un vita spensierata! Il brano odierno del vangelo di Matteo è una conferma di quanto sopra esposto. Non bastano le belle parole, nemmeno le ripetute invocazioni per entrare nel regno di Dio ed evitare quindi la perdizione eterna, la somma di tutti i mali: Occorre “fare la volontà del Padre mio che è nei cieli”. Il Signore porta la similitudine della casa per indicare la vita dei singoli come quella delle famiglie, delle comunità ecclesiali, delle nazioni… In ogni circostanza è necessario porre solide fondamenta, “sulla roccia”, perché nel momento della tempesta, della prova, della sofferenza non si venga meno e si cada nella sfiducia e nella disperazione. La roccia è Cristo Signore, il suo esempio, il suo insegnamento. Non c’è da meravigliarsi se i singoli fedeli, le famiglie, le comunità e le opere di apostolato cadono e vanno in rovina. Non hanno fondamenta solide. Sono fondate su valori umani, su interessi, su valori effimeri: salute, avvenenza, ricchezza… ignorando le esigenze dello spirito. Quanta sofferenza, quanto strazio semina nel mondo il rifiuto della legge di amore del vangelo!      

Questa voce è stata pubblicata in Generale. Contrassegna il permalink.