Lunedì della XI settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

VANGELO   (Mt 5,38-42) Io vi dico di non opporvi al malvagio.
parola_2 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma  io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo  sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti  in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

Commento

Il pericolo di ogni credente nel Dio che è Padre del Signore nostro Gesù Cristo è sempre uno e lo stesso: quello di cadere nel basso limbo di un appiattimento morale, di una non crescita spirituale, di un individualismo esasperato, che abolisce il vero cammino della fede e in qualche modo la fa retrocedere ad una pura e semplice religiosità, priva di un qualsiasi sussulto di novità e di verità.
Con l’appiattimento morale ci si accontenta di evitare di trasgredire i comandamenti in modo eclatante, mentre si lascia lo spazio aperto ad ogni trasgressione di essi in modo quasi nascosto, invisibile, senza troppa appariscenza. Con la non crescita spirituale ci si arresta alle prime nozioni su Dio, Si sa che Lui esiste, ma si ignora come esiste, qual è il suo vero mistero, come si è rivelato e quali le verità che fanno la differenza tra una credenza e la vera fede. Con l’individualismo esasperato ognuno pensa solo a se stesso, ai suoi piccoli vizi, ai suoi peccati, alle sue esigenze, ai suoi pensieri e così la propria persona viene costituita regola di vita per tutti gli altri.
È evidente che tutto parte dal basso limbo dell’appiattimento morale. Chi si eleva in vera, autentica moralità, si eleverà anche in conoscenza e in comunione. Vivrà da vero discepolo di Gesù e si lascerà guidare dallo Spirito Santo per una crescita quotidiana sempre più grande e più elevata sia in conoscenza e in sapienza che in comunione e in unità con tutti gli altri figli di Dio.
Gesù è venuto per abolire ogni basso limbo in cui la fede potrà oggi e sempre impantanarsi, insabbiarsi, immergersi nel fango del pensiero umano. La sua morale è alta, altissima. Da essa si deve sempre iniziare, se si vuole edificare l’uomo della vera fede, vera conoscenza, vera sapienza, vera elevazione spirituale, vera intelligenza delle cose che riguardano Dio, vera umanità, vero umanesimo. Il suo insegnamento comprende ben sei impantanamenti dai quali è più che urgente venire fuori.
La legge del taglione era un pilastro per la civiltà del tempo. Essa impediva la vendetta ad oltranza, senza alcun limite. Nessuna vendetta avrebbe potuto oltrepassare il torto o il danno subito. Per Gesù questa legge è da abolire. Al malvagio non si deve resistere. All’uomo cattivo e crudele bisogna sempre arrendersi. Niente è nostro. Tutto è di Dio. Noi abbiamo solo l’uso delle cose. Se uno ci toglie l’uso delle cose: che l’uso venga tolto. Anche l’uso del nostro corpo può esserci tolto e noi dobbiamo lasciare che ci venga tolto. Gesù si lasciò appendere alla croce e prima ancora fustigare, flagellare, insultare, sputare, oltraggiare, coronare di spine, percuotere con la canna.
Non solo dobbiamo lasciarci spogliare di tutto, dobbiamo anche dare a chi ci chiede qualcosa, se è in nostro potere darla. Il discepolo di Gesù non è padrone di niente. Lui è solo un tenutario, un custode, un elargitore. Noi siamo ancora immersi nel limbo dei nostri pensieri umani che sono assai distanti dai pensieri di Cristo Gesù. È una povertà in spirito alta quello cui oggi ci chiama Gesù Signore. Lasciamoci conquistare da essa. Lasciamoci attrarre da questa parola alta di verità, di giustizia, di santità.

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