SACRATISSIMO CUORE DI GESU’ (ANNO C)

VANGELO   (Lc 15,3-7) Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta.
buon pastore In quel tempo, Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le  novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la  trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a  casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me,  perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si  converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di  conversione».

Commento

I farisei hanno uno strano modo di concepire la loro relazione con il popolo del Signore. È strana la relazione con il popolo perché è strana la loro “verità” su Dio. Il loro Dio solo apparentemente è il Dio di Mosè e dei Profeti. In realtà esso è solo un idolo, “un fabbricato” di pensieri umani, “una fusione” di idee della terra, “un composto” di immaginazioni e di fantasie da ateismo religioso.
Questo loro Dio non è lontano dal nostro. Anche il nostro oggi è un Dio “fabbricato”, “fuso”, “composto”, “realizzato”, “strutturato”, “innalzato” su principi antievangelici, antiveritieri, antibiblici. È un Dio il nostro irriconoscibile. Tra il Dio del Vangelo e il Dio dei teologi o dei pastoralisti, o dei semplici fedeli, o anche di quanti sono e vivono fuori della Chiesa una, santa, cattolica, apostolica, vi è un vero abisso incolmabile.
Un Dio senza verità non serve all’uomo, perché è un Dio senza alcuna dignità divina. È un Dio “smontabile”, “ricomponibile”, “ristrutturabile”, “ripensabile”. Ognuno prende le parti di questo Dio e le “monta” a suo gusto, pigiamento, desiderio del giorno, aggiungendo e togliendo quanto non si adatta alla sua filosofia, mentalità, religiosità, peccato, concezione della stessa vita.
Il Dio di Gesù Cristo invece non può essere sottoposto a nessuna “cura” dell’uomo, a nessuna “coltivazione intensiva”, a nessuna “trasformazione genetica”. Il Dio di Gesù Cristo è e basta. È immutabile nei secoli. È sempre lo stesso, senza alcun cambiamento né nel suo essere, né nel suo agire. Il Dio di Gesù Cristo è eterna e divina carità, è perdono e misericordia, è giustizia e santità, è il Dio che non gode del peccatore che muore. Lui gioisce invece quando il peccatore si converte e ritorna nella sua casa. Vi è gioia in Cielo quando gli smarriti lo riabbracciano e vivono nella sua verità, nella sua grazia, nella sua giustizia e carità, con obbedienza perfetta alla sua Parola. È grande il nostro Dio e merita ogni rispetto, ogni onore, ogni benedizione.
Gesù è venuto sulla nostra terra per rivelare la verità del Padre suo che è accoglienza, misericordia, pietà, compassione per tutti coloro che si convertono. Il peccato può essere perdonato. Dio lo vuole perdonare, perché Lui è la misericordia e il perdono. Ma Lui è anche la santità e la grazia. Gesù cerca i peccatori, li accoglie, li perdona, ma non perché restino o continuino a peccare; li cerca per rivestirli invece di tutta la grazia e la santità del Padre. Il Dio tre volte santo vuole figli santi. Il Dio amore vuole figli che amino. Il Dio compassionevole e pietoso vuole figli che si rivestano anch’essi della più grande compassione e pietà verso i loro fratelli e questo mai potrà avvenire se loro dovessero rimanere nel peccato o nel peccato ritornare. L’abbandono del peccato è condizione indispensabile perché si possa essere veri figli di Dio nella giustizia, nella verità, nella santità, nella pietà, nella misericordia del Padre.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi del Cielo, aiutateci a convertire i nostri cuori e a vivere sempre senza peccato, crescendo di virtù in virtù e di obbedienza in obbedienza. Lo richiede la nostra verità e dignità di figli di Dio.      

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