Bisogna che Egli cresca e che io diminuisca

Certo, dai tempi della nostra decisione cosciente di vivere integralmente la dottrina di Cristo, abbiamo fatto molti passi sulla strada della fedeltà alla sua Parola. Eppure, non è battista 1vero che restano ancora tante cose da fare? Non è vero che resta, soprattutto, tanta superbia? C’è indubbiamente bisogno di un nuovo cambiamento, di una lealtà più piena, di un’umiltà più profonda, affinché diminuisca il nostro egoismo e Cristo cresca in noi; infatti, bisogna che Egli cresca e che io diminuisca (Gv 3,30). Non si può rimanere inerti. E’ necessario avanzare verso la meta indicata da san Paolo: Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me (Gal 2,20). L’ambizione è grande e nobile: è l’identificazione con Cristo, la santità. D’altronde non c’è altra strada se si desidera essere coerenti con la vita divina che Dio stesso, mediante il battesimo, ha fatto nascere nelle nostre anime. Andare avanti significa progredire in santità; si retrocede, invece, se si rinuncia allo sviluppo della vita cristiana. Il fuoco dell’amore di Dio ha bisogno di essere alimentato, di crescere ogni giorno, di gettare profonde radici nell’anima; e il fuoco si mantiene vivo a condizione di bruciare cose sempre nuove. Se non avvampa, rischia di estinguersi.

Tratto da  E’ Gesù che passa di san Josemaria Escrivà

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