VISITAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

VANGELO   (Lc 1,39-56) Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.
Champaigne_visitation In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta  ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce:  «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che  cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo  saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel  mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il  Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

 

Commento:

La festa della Visitazione è la festa del Magnificat, celebrata dai Francescani fin dal XIII secolo. Papa Bonifacio IX la introdusse nel calendario universale della Chiesa e papa Clemente VIII (1608) ne compose i testi liturgici. Con la riforma liturgica in seguito al Concilio Vat. II, la festa che veniva celebrata il 2 luglio, è stata anticipata al 31 maggio, a conclusione del mese dedicato a Maria, anche per armonizzarla con la memoria degli avvenimenti del Vangelo lungo l’anno liturgico, collocandola tra l’Annunciazione del Signore (25 marzo) e la nascita di S. Giovanni Battista, 24 giugno. I testi liturgici offerti alla nostra riflessione ci portano ad ammirare lo spirito di carità di Maria verso la sua parente in attesa di un bambino, ma anche il desiderio di diventare missionaria del suo Signore. La sua presenza nella casa di Elisabetta rende vera la profezia di Sofonia: “Il Signore tuo Dio in mezzo a te è un salvatore potente”. L’incontro tra Maria e Elisabetta ha tutto il clima di un gioioso incontro profetico, dove lo Spirito del Signore opera e annuncia il grande evento, la lieta notizia: Elisabetta è piena di Spirito Santo e saluta in Maria la Madre del Salvatore: “Beata te che hai creduto…”. Giovanni Battista nel grembo esulta per questo incontro e Maria, confusa dinanzi a un saluto così eccelso e vero, nella sua umiltà non può che rivolgere lodi all’onnipotente Dio, intonando il suo “Magnificat” in cui afferma il proprio nulla, loda la misericordia di Dio che l’ha voluta scegliere come madre del suo Cristo “per la sua umiltà”, proclama le sue grandi opere, in pieno adempimento con le promesse fatte ai Padri. In ognuno di noi Dio fa opere grandi. Riconoscerle, significa lodare il Padre della misericordia che non cessa di chiamarci a collaborare alla nostra e altrui salvezza.

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