Il Calvario, monte degli innamorati

La morte e la passione di nostro Signore è il motivo più dolce e più violento che possa animare i nostri cuori in questa vita mortale. I figli della croce si gloriano di questo loro crocefissionemeraviglioso mistero, che il mondo non comprende: dalla morte che tutto divora, è venuto il cibo della nostra consolazione; e dalla morte, più forte di tutto, è venuta la dolcezza del nostro amore. O Gesù mio Salvatore, la tua morte è la massima espressione del tuo amore. E così, lassù nella gloria celeste, dopo il motivo della bontà divina, quello della morte del Salvatore sarà il più potente per rapire gli spiriti beati nell’amore di Dio; a segno di ciò, nella trasfigurazione, che fu un assaggio della gloria, Mosè ed Elia parlavano con nostro Signore dell’”eccesso” che doveva compiere in Gerusalemme. Ma di quale “eccesso”se non di quell’”eccesso” d’amore in forza del quale la vita più rapita all’amante per essere data all’amata? Sicché, nel cantico eterno, penso che ad ogni istante si ripeterà questa gioiosa esclamazione: «Viva Gesù, la cui morte ha dimostrato quanto l’amore sia forte!». Teotimo, il monte Calvario è il monte degli innamorati. Ogni amore che non trae la sua origine dalla passione del Salvatore è frivolo e pericoloso. Infelice è la morte senza l’amore del Salvatore. L’amore e la morte sono talmente uniti nella passione del Salvatore che non è possibile avere nel cuore l’uno senza l’altro. Sul Calvario non è possibile avere la vita senza l’amore, né l’amore senza la morte del Redentore ma fuori di là, tutto è o morte eterna o amore eterno, e tutta la sapienza cristiana consiste nel saper scegliere bene. Bisogna scegliere, o mortale, in questa vita terrena o l’amore eterno, oppure la morte eterna; il comando di Dio non lascia altra scelta.

San Francesco di Sales

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