Dedicati a Dio

Il motivo della divina carità riversa un influsso di particolare perfezione sulle azioni virtuose di coloro che si sono dedicati a Dio per servirlo per sempre. So che qualcuno non crede che un’offerta così generale di se stessi estenda la sua virtù e la sua influenza sulle CARIT-~1azioni che facciamo in seguito, se non nella misura in cui nell’effettuarle includiamo in modo specifico il motivo dell’amore, indirizzandole espressamente alla gloria di Dio. Non di meno, tutti ammettono, che se ho deciso in cuor mio di dare cento scudi per amor di Dio, anche se in seguito faccio la distribuzione di tale somma con lo spirito distratto e senza pensarci la distribuzione non cessa di essere fatta per amore, perché deriva dal primo progetto che l’amore mi aveva portato a fare di dare quel denaro. Ma di grazia, Teotimo, quale differenza c’è tra chi offre cento scudi a Dio e colui che gli offre tutte le proprie azioni? Nessuna, se non che uno offre una somma di denaro e l’altro una somma di azioni. E perché allora non dovrà pensare che sia l’uno che l’altro facciano la distribuzione della propria somma in virtù del primo proposito e della prima decisione? E se l’uno, distribuendo i suoi scudi senza pensarci non cessa di godere del beneficio del primo proposito, perché l’altro, distribuendo le proprie azioni, non dovrebbe godere del frutto della sua prima intenzione? Colui che, deliberatamente, si è reso amabile schiavo della divina bontà, le ha di conseguenza dedicato tutte le proprie azioni.

San Francesco di Sales

Questa voce è stata pubblicata in Ricerca della Verità. Contrassegna il permalink.