Lunedì della IV settimana di Pasqua

VANGELO   (Gv 10,1-10) Io sono la porta delle pecore.
imagesCARTZMIH In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non  entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra  parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore  delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce:  egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E  quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le  pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non  lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce  degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io  sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me,  sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la  porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e  troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e  distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in  abbondanza».

 

Commento
“Le pecore affamate alzano la testa e non vengono nutrite”. Questa è la critica di Milton ai pastori del suo tempo.
Uno dei salmi più belli, scritto con estrema raffinatezza formale, è  quello che enumera le virtù del Buon Pastore. È una poesia “universale”,  che parla a tutti: consola gli afflitti nella loro disperazione, e  incoraggia le persone sole nel loro isolamento.
Il Vangelo suggerisce che il Buon Pastore è raro. La sua vocazione è  pericolosa. La sicurezza delle pecore è la sua sola preoccupazione ed  egli darà la vita per salvarle. Ciò ridefinisce il ruolo di ogni guida: a  questa prova molti risultano incapaci.
Il nostro secolo è il secolo del “cattivo pastore”: conserviamo ancora  le pietre carbonizzate dei campi in cui milioni di uomini furono  asfissiati.
Cristo parla sempre del suo ruolo di pastore: non è venuto per essere  servito, non è venuto per trattare le persone con arroganza; è venuto  per salvare le sue pecorelle e, se è necessario, per morire per loro.

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